La Lazio e Polymarket sono prossime alla rescissione consensuale del loro rapporto di sponsorizzazione, un epilogo divenuto inevitabile dopo l'inserimento della piattaforma nella blacklist dell’Agenzia Dogane e Monopoli. L'ente, infatti, assimila il servizio offerto da Polymarket a quello di un operatore di scommesse non autorizzato a operare sul mercato italiano, rendendo insostenibile la prosecuzione dell'accordo.

Nonostante il potenziale danno d'immagine per il club biancoceleste, la risoluzione potrebbe non comportare un danno economico. Secondo le informazioni disponibili, Polymarket si appresta a versare un indennizzo che coprirà oltre una stagione di contratto, anche in assenza di ulteriore esposizione del brand sulle maglie della squadra.

La rescissione: ragioni e implicazioni per il club

L'inserimento di Polymarket nella lista nera dei siti oscurati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è stato il fattore determinante per la rottura. La normativa italiana è chiara: la legge 401 del 1989 considera reato ogni attività di scommesse senza concessione e vieta la pubblicità del betting non autorizzato. Di conseguenza, la Lazio, che aveva il marchio Polymarket stampato sulle maglie, si è trovata costretta ad adeguarsi rapidamente. Un segnale inequivocabile di questa imminente conclusione è stata la recente scomparsa del logo del main sponsor dalla sezione dedicata alle partnership commerciali del sito ufficiale del club.

L'accordo, siglato solo poche settimane fa, aveva un valore complessivo di oltre 22 milioni di dollari (circa 19 milioni di euro) per due stagioni, con un'opzione per il 2028/2029.

La vicenda aveva già sollevato questioni in Parlamento, dove la sponsorizzazione era stata definita come collocata in una "zona grigia normativa". Ora la società biancoceleste dovrà affrontare la sfida di trovare un nuovo sponsor, mentre la squadra scenderà in campo nelle prossime amichevoli con una maglia priva di main sponsor.

La tifoseria e la difficile ricerca di un nuovo sponsor

La rescissione dell’accordo con Polymarket si inserisce in un momento già particolarmente delicato per la Lazio. La protesta della tifoseria, infatti, prosegue inesorabile, come evidenziato dai dati sugli abbonamenti. Settori storicamente vitali come la Curva e i Distinti Nord, che solo dodici mesi fa registravano il tutto esaurito, oggi appaiono quasi deserti.

Sono state rinnovate appena 1.400 tessere, lasciando un vuoto di oltre 18.000 unità. Anche qualora il dato dei 2.000 rinnovi fosse confermato, la proiezione complessiva non supererebbe i 6.000 abbonati, un numero ben lontano dalle aspettative.

In questo contesto, la società, che confidava di aver risolto la questione del main sponsor, si trova ora a dover rimettersi alla ricerca di nuove entrate commerciali. La sfida di trovare un nuovo partner disposto a investire nel club si preannuncia ardua, soprattutto in un periodo di forte contestazione da parte del cuore del tifo biancoceleste. La squadra di Gattuso, intanto, affronterà le prossime amichevoli con una maglia spoglia, in attesa di un sostituto.