Il caso Folarin Balogun sta infiammando i Mondiali 2026, scatenando un aspro scontro tra Fifa e Uefa. L'attaccante statunitense, espulso contro la Bosnia, ha visto la sua squalifica automatica di una giornata sospesa dalla Fifa, permettendogli di giocare negli ottavi contro il Belgio. Questa decisione ha generato immediate e forti polemiche, con l'Uefa che ha espresso ferma condanna, definendo la scelta "senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile". L'organo europeo ha sottolineato come la sospensione della squalifica "ha superato il limite", ribadendo che la sanzione minima per un cartellino rosso non è discrezionale e mette a rischio l'integrità del gioco.

La protesta del Belgio e la replica della Fifa

Anche la federazione belga, prossima avversaria degli Stati Uniti, ha giudicato la decisione "inconcepibile". Ha ricordato che il regolamento della Coppa del Mondo Fifa 2026 prevede la squalifica automatica dopo un cartellino rosso, principio ribadito anche nella Circolare n. 16. Il Belgio sta valutando "tutte le possibili opzioni" per tutelare i diritti delle squadre e il fair play.

La Fifa ha giustificato la sospensione richiamandosi all'articolo 27 del Codice Disciplinare Fifa. Ha precisato che la sanzione rimarrà sospesa per un anno e sarà applicata solo in caso di recidiva. "Qualora Folarin Balogun commetta un'altra infrazione di natura e gravità analoghe durante il periodo di prova, la squalifica sarà revocata e la sanzione applicata", ha dichiarato l'organo mondiale.

Un precedente storico e le implicazioni

La decisione della Fifa rappresenta un caso eccezionale: è la prima volta dal 1962 che una squalifica per cartellino rosso in Coppa del Mondo non viene applicata immediatamente. Questo sviluppo ha assunto una dimensione politica, con la sospensione della sanzione che sarebbe giunta dopo una telefonata tra il presidente degli Stati Uniti e il presidente della Fifa. Il presidente statunitense ha pubblicamente elogiato la scelta, definendola una "correzione di una grande ingiustizia". La federazione belga ha confermato l'intenzione di perseguire tutte le vie di ricorso possibili, mentre il caso Balogun solleva interrogativi sull'uniformità delle regole e sulla loro applicazione nei futuri tornei.