La FIFA ha sospeso la squalifica di Folarin Balogun, attaccante statunitense, generando un caso controverso prima degli ottavi dei Mondiali tra Stati Uniti e Belgio. Espulso con rosso diretto contro la Bosnia-Erzegovina per fallo pericoloso (squalifica automatica), la FIFA ha applicato l’articolo 27 del Codice di disciplina, commutando la sanzione in un anno di prova.
La decisione ha entusiasmato Donald Trump: “Grazie alla Fifa per aver posto rimedio a una grave ingiustizia!”. Trump avrebbe sollecitato il presidente FIFA, Gianni Infantino, per la revoca del cartellino.
La federazione belga ha minacciato ricorsi per “garantire l’equità del torneo”.
Reazioni e implicazioni
La scelta FIFA ha generato forti polemiche. Sostenitori americani avevano chiesto la grazia per Balogun. La federazione belga si è detta “sbalordita”, e il CT Rudi Garcia ha paragonato il provvedimento a uno scherzo d’aprile. Il centrocampista Tyler Adams ha definito la partita “enorme”, evidenziando la determinazione della squadra di casa.
Il provvedimento FIFA prevede che, in caso di recidiva di Balogun entro un anno, la squalifica verrà applicata con sanzioni aggiuntive. L’attaccante ha segnato tre gol nel torneo, eguagliando il record di Landon Donovan (2010). La sua presenza è cruciale per gli Stati Uniti, che puntano ai quarti di finale, traguardo mancato dal 2002.
Precedenti e dibattito sull'equità sportiva
La sospensione di Balogun non è un caso isolato. Nel 1962, Garrincha fu espulso in semifinale ma non scontò la pena per forti pressioni. Cristiano Ronaldo ha beneficiato di una riduzione della squalifica nelle qualificazioni. L’articolo 27 del Codice di disciplina FIFA consente la sospensione condizionale delle sanzioni in circostanze particolari, come per Otamendi e Caicedo.
La federazione belga valuta ricorsi al Tribunale Arbitrale dello Sport. La decisione FIFA solleva interrogativi su influenze esterne e precedenti, rendendo la partita un banco di prova per la credibilità calcistica internazionale.