Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sarà protagonista della finale dei Mondiali di calcio 2026, in programma questa sera al MetLife Stadium di East Rutherford. Insieme al presidente della Fifa Gianni Infantino, consegnerà il trofeo alla squadra vincitrice tra Argentina e Spagna. Prima presenza diretta al torneo co-organizzato da USA, Canada e Messico.

Nonostante la sua assenza dai campi, Trump ha generato polemiche. Ha confermato di aver chiamato il presidente della Fifa, Gianni Infantino, per annullare il cartellino rosso all’attaccante statunitense Folarin Balogun.

L'intervento ha permesso al giocatore di disputare gli ottavi contro il Belgio, perso 4-1. "È stato incredibile", ha dichiarato Trump a un ricevimento Fifa, definendo i Mondiali 2026 "forse l'evento sportivo di maggior successo nella storia" e "una nazione calcistica" destinata a crescere.

Leader e tensioni diplomatiche

Alla finale sono attesi la First Lady Melania Trump, il premier spagnolo Pedro Sánchez e la famiglia reale spagnola. Il presidente argentino Javier Milei assente per superstizione. Nonostante le tensioni con Washington, presenzieranno anche la presidente messicana Claudia Sheinbaum e il premier canadese Mark Carney. Trump ha criticato Madrid per non aver fornito aiuto nella guerra contro l'Iran, e ha minacciato nuove tariffe al Canada per gli incendi che hanno compromesso l'aria.

Le relazioni con il Messico restano tese per politiche migratorie e minacce di intervento contro i narcotrafficanti.

Gestione torneo e controversie arbitrali

La gestione dei Mondiali da parte dell’amministrazione Trump ha affrontato sfide logistiche e critiche, come le politiche migratorie che hanno escluso tifosi e funzionari. L'intervento di Trump sul cartellino rosso di Balogun ha sollevato interrogativi sulla tecnologia VAR e la trasparenza arbitrale. Andrew Giuliani, della task force Fifa, ha ribadito l'obiettivo di un torneo "sicuro e integro". Trump, con un passato nella consegna di trofei, ha scherzato sulla possibilità di co-organizzare un futuro Mondiale con la Cina, pur accusando Pechino di interferenze elettorali.

In un clima di rivalità sportive e diplomatiche, la finale rappresenta un momento di convergenza globale, con leader e tifosi globali. Trump, che in passato ha già consegnato trofei, si prepara a un ruolo centrale, dove il calcio si intreccia a complesse dinamiche geopolitiche.