Il tennista italiano Jannik Sinner, fresco vincitore di Wimbledon, sta valutando di non partecipare al torneo di doppio misto degli Us Open 2026. Questa decisione si inserisce in una più ampia protesta dei tennisti che chiedono un aumento dei premi in denaro, legato alla crescita dei ricavi degli eventi. La potenziale assenza di Sinner, che lo scorso anno giocò il doppio misto con la statunitense Emma Navarro, preoccupa fortemente gli organizzatori dello Slam americano.

La richiesta di incremento del montepremi è sostenuta dalla maggior parte dei giocatori.

Wimbledon ha già risposto positivamente, aumentando il proprio prize money del 20% e raggiungendo cifre record, mentre il Roland Garros non ha accolto tali istanze.

La preoccupazione degli organizzatori e le trattative

Gli organizzatori degli Us Open, in particolare il presidente della Usta, la Federazione tennistica americana, Craig Tiley, sono allarmati dall'eventualità di un boicottaggio. Colloqui sono stati avviati per prevenire la protesta, che potrebbe coinvolgere diversi top player del circuito. La situazione rimane delicata.

La minaccia non si limita a Sinner. Un gruppo di tennisti tra i primi venti al mondo minaccia il boicottaggio del nuovo torneo di doppio misto degli Us Open e delle esibizioni di beneficenza.

Le loro richieste includono una maggiore quota dei ricavi come montepremi e un ruolo più attivo nelle decisioni organizzative.

Il confronto tra i rappresentanti dei giocatori, tra cui Jessica Pegula, e la dirigenza della Usta (con il presidente Brian Vahaly e il direttore del torneo Eric Butorac) si è svolto a Londra. Le concessioni offerte finora non sono state sufficienti per ritirare la minaccia. La Usta cerca di evitare un boicottaggio con significative ripercussioni. Oltre a Jannik Sinner, altri top player sarebbero pronti a seguire la stessa linea se le richieste non verranno accolte. Il dibattito sul montepremi e sulla rappresentanza degli atleti proseguirà, influenzando la partecipazione ai grandi eventi.