Un fronte internazionale si sta consolidando contro la leadership di Gianni Infantino alla guida della FIFA. I presidenti di Uefa, Concacaf e Afc hanno stretto un'alleanza con l'obiettivo dichiarato di "paralizzare la FIFA" qualora Infantino decidesse di ricandidarsi per un quarto mandato alle elezioni previste per marzo 2027. Questa iniziativa evidenzia una crescente tensione ai vertici del calcio mondiale.

Tra le strategie già predisposte, spicca la possibilità di un boicottaggio delle riunioni del Consiglio FIFA e, soprattutto, la creazione di tornei internazionali alternativi.

I promotori dell'iniziativa sono fermamente convinti che Infantino debba lasciare la presidenza e hanno dichiarato: "Se non lo farà, adotteremo tutte le misure necessarie per rimuoverlo dal potere. Questo include anche l'organizzazione di future competizioni internazionali: le grandi nazionali sudamericane preferirebbero affrontare Francia o Spagna, oppure Libano o Gibuti?".

Le ragioni della protesta e le possibili conseguenze

Il malcontento nasce dalla volontà di Infantino di proseguire alla guida della FIFA, ma anche da alcune proposte di riforma che hanno suscitato forti perplessità tra le federazioni. Il rischio di una spaccatura tra le principali confederazioni calcistiche mondiali è concreto, con la possibilità che le nazionali più prestigiose possano scegliere di non partecipare alle competizioni ufficiali FIFA, preferendo invece tornei organizzati autonomamente.

La posizione dei promotori appare irremovibile. L'ipotesi di tornei paralleli rappresenta una minaccia senza precedenti per l'unità del calcio internazionale e potrebbe avere ripercussioni significative sulla governance e sull'economia del settore.

Il boicottaggio della UEFA e le richieste delle federazioni

In questo scenario si inserisce la decisione della UEFA e delle sue 55 federazioni nazionali, che hanno concordato all'unanimità di non partecipare alle competizioni FIFA. Questa mossa è una risposta diretta a una proposta di Infantino volta a privatizzare parte della Coppa del Mondo. La UEFA ha richiesto il ritiro totale del piano e garanzie che la FIFA non apra mai più la propria governance o le sue competizioni a proprietà privata.

"Le selezioni della UEFA non parteciperanno alle competizioni della FIFA mentre queste proposte rimarranno in piedi", è la ferma dichiarazione.

Infantino aveva offerto alle federazioni un aumento significativo dei finanziamenti in cambio dell'accettazione del piano, fissando un ultimatum con scadenze precise e conseguenze economiche. Una risposta positiva avrebbe garantito 40 milioni di dollari, mentre il rifiuto avrebbe comportato una drastica riduzione del 75% dei fondi, pari a soli 2,7 milioni di dollari. La situazione resta tesa e l'esito delle prossime settimane sarà decisivo per il futuro della FIFA e del calcio mondiale.