La S.S. Lazio ha espresso grande soddisfazione per il parere favorevole ricevuto dalla Soprintendenza di Stato nell’ambito della Conferenza dei Servizi preliminare, relativa al progetto di riqualificazione dello Stadio Flaminio. Questo pronunciamento è considerato di particolare rilevanza e si inserisce in un quadro complessivamente positivo: anche gli altri enti coinvolti nella Conferenza dei Servizi hanno infatti espresso parere favorevole, riconoscendo il percorso di confronto e collaborazione sviluppato negli ultimi mesi.
La società biancoceleste ha annunciato che approfondirà con attenzione le prescrizioni formulate dalla Soprintendenza di Stato, considerate preziose indicazioni di lavoro per il gruppo di progettisti impegnato nello sviluppo del progetto.
Questo passaggio consente al percorso amministrativo di proseguire e rafforza la prospettiva concreta di restituire alla città di Roma uno dei suoi luoghi più prestigiosi e identitari. La Lazio ha inoltre ribadito di aver affrontato il progetto con piena consapevolezza del valore storico, architettonico e culturale dell’opera di Pier Luigi Nervi, puntando a coniugare tutela, valorizzazione, innovazione e sostenibilità.
Un progetto tra memoria e futuro
Il recupero dello Stadio Flaminio si inserisce in una visione più ampia di valorizzazione dell’intero quadrante urbano. Il progetto prevede la creazione di spazi museali ed espositivi aperti alla collettività, oltre alla valorizzazione e al mantenimento degli spazi originali dell’impianto, come la grande piscina e la palestra.
L’obiettivo è far convivere la memoria e l’identità dell’opera di Nervi con una nuova funzione sportiva, culturale e sociale, restituendo così lo stadio a Roma come luogo di sport e cultura, aperto alla collettività, e dando finalmente alla Lazio e ai suoi tifosi la propria casa.
La S.S. Lazio ha confermato la volontà di continuare a lavorare e a confrontarsi con tutte le istituzioni competenti, mantenendo lo stesso spirito di collaborazione che ha caratterizzato il percorso finora compiuto. Dopo molti anni di attesa e di progressivo inutilizzo dell’impianto, si apre ora una prospettiva concreta per tornare a far vivere lo Stadio Flaminio.
Le prossime fasi e il nodo della pensilina
La Lazio ha rispettato la tabella di marcia, consegnando tutte le integrazioni richieste dagli enti coinvolti nella Conferenza dei Servizi Preliminare.
Il confronto con la Soprintendenza Speciale Capitolina rimane un punto centrale, in particolare per quanto riguarda la storica pensilina del 1969, opera di Pier Luigi Nervi. La richiesta di mantenere la copertura originale si scontra con le esigenze tecniche del nuovo impianto, che mira a raggiungere una capienza tra 40.000 e 50.000 posti. Il club sottolinea che la conservazione della vecchia pensilina comporterebbe la perdita di 5.000-7.000 posti a sedere, una gestione meno efficace dell'inquinamento acustico verso via Flaminia e una dispersione luminosa che disturberebbe gli abitanti del quartiere Parioli, problematiche che una copertura moderna potrebbe risolvere.
Il prossimo passo sarà il passaggio al tavolo tecnico composto da trentanove enti, che avrà trenta giorni di tempo per esprimere il proprio parere. L’obiettivo è arrivare entro il 10 agosto a una decisione sul riconoscimento di pubblico interesse del progetto, tappa fondamentale per il futuro dello Stadio Flaminio e della Lazio.