Gianni Infantino continuerà a ricoprire il ruolo di presidente della Fifa dopo aver ricevuto il "pieno sostegno" dai dirigenti di alto livello dell'organizzazione, riuniti a Rabat, in Marocco. La decisione è giunta al termine di un incontro convocato dallo stesso Infantino presso la sede africana della Fifa, in un momento segnato da forti critiche e tensioni interne legate al tentativo, poi fallito, di cedere quote delle competizioni Fifa a investitori privati.
Durante la riunione, la Fifa ha ammesso che sono stati commessi degli "errori" nella gestione della vicenda.
La dichiarazione di sostegno al presidente è stata diffusa quattro ore dopo la conclusione dell'incontro, a testimonianza della necessità di ricompattare la leadership dell'organizzazione. Il clima attorno a Infantino resta comunque teso: prima il duro attacco da parte dell'Europa, poi il ritiro dell'appoggio da alcuni Paesi e le critiche pubbliche del principe di Giordania hanno contribuito a mettere sotto pressione il presidente, che si presentava come candidato favorito alle prossime elezioni.
Le tensioni interne e le dimissioni
Le difficoltà di Infantino non si sono limitate alle opposizioni esterne. Nei giorni precedenti, il principale advisor esterno della Fifa, Carlos Cordeiro, si è dimesso.
Anche Arsene Wenger, figura di riferimento all'interno dell'organizzazione, ha preso le distanze dal piano, dichiarando di non esserne stato informato. Il colpo più significativo è arrivato però dalla lettera interna del segretario generale Grafstroem, considerato il braccio operativo della Fifa, che ha espresso forti perplessità sulla gestione del progetto.
In una riunione senza la presenza di Infantino, quasi tutti gli alti dirigenti Fifa, ad eccezione di uno, hanno manifestato la loro contrarietà al piano del presidente. Infantino ha quindi deciso di convocare un nuovo incontro "anti-crisi" per affrontare la situazione e rafforzare la propria posizione. Tra i collaboratori coinvolti nel confronto diretto figurano il responsabile finanziario Thomas Peyer, il responsabile legale Silvero, il capostaff O'Toole, il responsabile delle federazioni affiliate Elkhan Mammadov e il direttore delle relazioni con i media Bryan Swanson.
La strategia per la rielezione
La situazione di fragilità di Infantino è stata sottolineata, evidenziando come il presidente abbia dovuto organizzare un vero e proprio "gabinetto di crisi" per cercare di consolidare i consensi in vista della prossima rielezione. Il piano di cessione di una parte dei diritti commerciali dei Mondiali a investitori privati, valutato in miliardi di dollari, ha incontrato una netta opposizione sia all'interno della Fifa sia tra le federazioni europee, che hanno anche respinto la proposta di ampliare il numero di squadre partecipanti al torneo.
Nonostante le difficoltà, Infantino punta a presentarsi nuovamente come candidato al prossimo congresso della Fifa, previsto a Rabat.
La Confederazione Africana di Calcio ha già espresso il proprio sostegno, mentre tra le federazioni europee si discute la possibilità di proporre candidati alternativi. La crisi interna e le manovre politiche in corso confermano come la leadership della Fifa sia oggi al centro di una fase di profondo cambiamento e incertezza.