Nelpomeriggio del 19 agosto una parte disoffitto del tetto nel palazzo della facoltà di Scienze Politiche, aPalermo, grande circa duecento metri quadrati, si è sgretolata del tutto. Interviene il preside Antonello Miranda: "Noi abbiamo fatto tutti i lavori diristrutturazione e abbiamo segnalato più volte all'amministrazione comunale lanecessità di recupero del terzo piano", cioè dove è avvenuto il crollo.
Nulla dinuovo in Sicilia in quanto la situazione dell'edilizia scolastica èpreoccupante: aule con l'intonaco scrostato, impianti elettrici non in regola,infissi che spesso non ci sono oppure sono pericolanti e spesso le scuole sonooggetto di saccheggi notturni soprattutto nei quartieri più disagiati dell'Isola.
Mila Spicola, docentepalermitana e autrice del saggio "La scuola si è rotta" racconta la suaesperienza: "Ci troviamo invece a lavorare in strutture fatiscenti, in cui i cornicionicrollano, la muffa si sviluppa e i riscaldamenti non funzionano. Luoghi nonvivibili per gli adulti, figuriamoci per bambini e ragazzi e in cui perottenere il minimo i dirigenti debbono ingaggiare battaglie quotidianefacendosi il giro delle sette chiese tra uffici preposti e amministrazionisempre i difficoltà. A me sembra che manchi la volontà reale per agire in talsenso, come mancano interlocutori in grado di capire che la scuola o la ricerca non sono giochi di retorica politica,ma decisioni, progettazione, competenza, capacità di intercettare e utilizzarei fondi comunitari".
Una scuolasiciliana su due non ha l'impianto elettrico a norma e solo il 13% possiede ilcertificato Prevenzione Antincendi. Non ci sono soldi per sistemare le scuolein quanto la maggior parte di queste appartengono a privati.
Meno maleche siamo in estate e che l'università di Scienze politiche di Palermo era deserta al momento del crollo. Meglionon pensare al peggio.