Roberta Ragusa aveva davvero uno strano destino: da perfetta sconosciuta è diventata un caso nazionale, coi massmedia lanciati sulle sue (poche) tracce, per cercare di ricostruire le sue ultime ore nella casa di famiglia. Una giovane donna che scompare nel nulla, dobbiamo riconoscerlo, ha certo un fascino misterioso che può spingere tante persone a seguire con crescente interesse l'evoluzione generale del caso, o meglio: del mistero, chiamato Roberta Ragusa.

I colpi di scena poi non finiscono mai, con un testimone dopo l'altro che si affaccia prepotentemente sulla scena, proprio quando l'inchiesta di avvicina alla sua archiviazione.

Solo una coincidenza? Non abbiamo una risposta certa.



Ora parla la ex domestica della famiglia Logli, sentiamo cosa ha da dirci: la notte della scomparsa di Roberta Ragusa, avvenuta l'ormai lontano 14 gennaio del 2012, la colf avrebbe rilevato una sorta di anomalia, cioè il fatto che l'ilòuminazione della casa di Logli/Ragusa era spenta. Oggi (forse un po' tardi) ci si chiede il motivo. L'automobile di Logli, inoltre, sarebbe stata parcheggiata in modo strano. Come se fosse stata lasciata lì per la fretta di scendere? Non sappiamo dirlo di preciso ma questo parrebbe di capire.



Sibillina la conclusione della colf: "Li conosco troppo bene: non la troverete più". Cosa avrà voluto intendere con questa frase che si presta a molte interpretazioni?

Paradossalmente proprio questa chiusura che vorrebbe "seppellire" il caso Roberta Ragusa contribuirà a tenere desta l'attenzione su di lei e la sua scomparsa dall'abitazione di via Dini.



Nei giorni scorsi avevano fatto discutere alcune testimonianze di un cameriere italo-francese che risponde al nome di Nicolas Bendinelli. La Ragusa sarebbe stata vista in Francia ma senza prove certe, come riprese di telecamere, per fare un esempio, gli inquirenti continueranno a brancolare nel buio. Servono prove e non più semplici testimonianze, che sono sempre opinabili, per venire a capo del caso Roberta Ragusa.