Roma. La notizia è di quelle che fanno venire il voltastomaco, Gabriele Paolini, già divenuto tristemente famoso per le sue incursioni da disturbatore in migliaia di trasmissioni televisive, arrestato a Roma per aver indotto minori adescati su internet a prostituirsi, documentando gli incontri con foto e films, in cambio denaro, 15, 30, 45 euro come emerge dalle intercettazioni. Di fronte a ciò rimaniamo ancora una volta attoniti, disarmati, sconvolti, disorientati. Come spesso io scrivo nei miei articoli l'interrogativo è desolatamente lasciato privo di soddisfazione : ''Perchè?''.

Per identificare Paolini ritengo significativa la definizione partorita dalla penna di Piero degli Antoni sulle righe del Quotidiano Nazionale, ovvero ''sottoprodotto della civiltà mediatica'', ma evidentemente, e desolatamente, dietro questa personalità complessa  c'è molto di più. Le sue incursioni disturbative soprattutto nei confronti dei giornalisti in diretta televisiva avevano suscitato dapprima le simpatie del pubblico che però aveva finito presto per stufarsi di quella esagerata voglia di protagonismo ad ogni costo. 

Tornando alla triste vicenda della cronaca giornaliera dobbiamo ancora una volta registrare il triste ruolo di mezzo di inganno esercitato da quell'incontrollabile strumento che è la rete, i ragazzi venivano infatti adescati su internet per poi essere convinti a lasciarsi andare a rapporti sessuali.

Paolini faceva leva sulla sua notorietà, assumeva atteggiamenti e modalità espressive di ''reiterata e collaudata tecnica di induzione'', così recita il Gip Alessandro Tudino nella richiesta di custodia cautelare in carcere.

Rimane la disperazioni, la solidarietà per i ragazzi e le famiglie coinvolte, rimane il disgusto, la disperazione, lo schifo.

E fintanto che i nostri perché non saranno sufficientemente spiegati, chiediamo un serio inasprimento delle pene e l'isolamento di certe personalità socialmente pericolose. Abbiamo il dovere di difendere e tutelare i minori e gli indifesi, sperando le porte di Regina Coeli rimangano chiuse per il tempo dovuto. Chiudo questo articolo riferendomi ancora una volta al giornalista Piero degli Antoni, che a sua volta a chiuso il suo pezzo con un laconico "da disturbatore a disturbato".