L'Ucraina vuole fortemente l'Unione Europea. Nonostante il divieto di manifestare imposto dal governo, circa 400.000 persone si sono ritrovate nella piazza principale di Kiev per protestare contro il mancato accordo tra il loro presidente Viktor Yanukovych e l'Unione Europea.
La settimana scorsa, a Vilnius in Lituania, era infatti previsto un accordo bilaterale tra Ucraina e Unione Europea che avrebbe avvicinato lo stato ex sovietico al percorso di adesione all'Europa, ma tutto era saltato per le forti pressioni da parte della Russia. Lo stesso Putin, chiamato a rispondere sulla questione durante la sua visita a Trieste, aveva dichiarato alla stampa italiana che l'Unione Europea non doveva intromettersi nelle faccende interne russe e ucraine.
Il presidente Yanukovich infatti, filo russo e amico di Putin, aveva preferito firmare un accordo di partnership con la Russia, che di fatto, allontana ancora di più l'Ucraina dall'Unione Europea. Tale accordo aveva scatenato la reazione di migliaia di persone, con continue manifestazioni di piazza in tutte le principali città dell'Ucraina. I manifestanti chiedono fortemente le dimissioni del presidente e l'adesione all'Unione Europea.
La protesta, inizialmente pacifica, è degenerata quando centinaia di persone hanno cercato di dare l'assalto al palazzo presidenziale a Kiev, scatenando la reazione della polizia che ha risposto in maniera dura, con lanci di granate stordenti e gas urticanti.
Il bilancio, ancora provvisorio, parla di circa 150 feriti e oltre 50 attivisti fermati dalla polizia.
L'ex primo ministro Yulia Tymoshenko, che sconta una pena di sette anni per abuso d'ufficio, ma in realtà incarcerata per motivi politici, ha lanciato un appello all'Unione Europea affinché l'Ucraina non venga lasciata sola ed ha iniziato uno sciopero della fame per protestare contro l'attuale governo.