E' slittata fino ben oltre le 21 la lettura della sentenza d'appello bis per l'omicidio di Meredith Kercher. La seconda sentenza d'appello necessaria dopo che la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso della Procura Generale, ha annullato la sentenza assolutoria d'appello del 4 ottobre 2011 rinviando gli atti alla Corte d'Assise d'Appello di Firenze. La vicenda giudiziaria ha avuto inizio più di sei anni fa. L'omicidio della studentessa Meredith Kercher avvenne la notte tra il primo e il 2 novembre 2007 a Perugia. La sentenza era attesa nel pomeriggio ma si è dovuto attendere la serata per conoscere il verdetto della Corte.
La giuria, composta da due giudici togati e sei popolari, è rimasta in camera di consiglio per oltre dodici ore. La richiesta dell'accusa di 26 anni di reclusione per Raffaele Sollecito e 30 per Amanda Knox è stata quasi del tutto confermata. I giudici di Firenze hanno infatti condannato Amanda Knox a 28 anni e sei mesi e Raffaele Sollecito a 25 anni, per quest'ultimo vi è anche il divieto di espatrio e il ritiro del passaporto. E' stata convalidata, per il giovane pugliese, la sentenza di primo grado emessa nel settembre 2009 a Perugia mentre è stata aumentata, di due anni e sei mesi, la pena alla studentessa americana, ritenendo il reato di calunnia, nei confronti di Patrik Lumumba, un aggravante per la giovane.
Amanda Knox ha seguito la vicenda nella sua abitazione di Seattle mentre Raffaele Sollecito, che sembrava dovesse presenziare alla lettura della sentenza, visto quello che aveva annunciato in mattinata, alla fine ha preferito non intervenire alla lettura del verdetto. Presenti, al contrario, i familiari di Meredith che sono rimasti composti e impassibili durante la lettura della sentenza. "Non è il momento di festeggiare" ha commentato il fratello di Meredith, Lile, secondo quanto riportato da "Ansa.it".