Ultimissime sul delicato caso di Roberta Ragusa: i carabinieri hanno infatti smentito le indiscrezioni più recenti in merito all'ormai tristemente famoso "giallo di Gello", svelando l'inesistenza di supertestimoni. Nessuno avrebbe assistito alla misteriosa scomparsa di Roberta in quella tragica serata. Smentite dunque dagli inquirenti, e nettamente, le voci circolate nei mesi scorsi, relative alla presenza di testimoni chiave che sarebbero in possesso di alcune informazioni fondamentali. Rivelazioni capaci di indirizzare gli organi inquirenti sulla pista giusta per andare ad incastrare il suo rapitore o, peggio, il suo assassino.
I carabinieri hanno messo a fuoco alcune posizioni nelle ultime ore e ritengono che il quadro non cambierà affatto. L'indiziato principale resta al momento il marito di Roberta, Antonio Logli, sul quale fin dall'inizio si è soffermata l'attenzione degli inquirenti. L'uomo dovrà rispondere di omicidio e occultamento di cadavere. Ma sulla base di quali elementi probatori non è ancora del tutto chiaro, probabilmente gli inquirenti hanno in mano elementi cruciali, non ancora rivelati per evitare di compromettere le indagini ancora in corso.


Quel che è certo, per ora, è che dopo due lunghi anni di preparazione i carabinieri di Pisa e i militari del reparto crimini violenti del Ros di Roma hanno concluso la loro relazione dettagliata sul delicato caso Ragusa. Proprio da qui si dovrà ripartire per sbrogliare la matassa e risolvere così il "giallo di Gello".
Il vero problema, per Logli, è che non esiste attualmente una pista alternativa credibile. Di certo ne sapremo di più molto presto, in quanto i cosiddetti "termini d'indagine" scadono in data 7 maggio 2014. Avendo seguito la vicenda ci aspettiamo però altri colpi di scena. Ce ne sono stati già molti in questa storia, ma hanno finito per agitare troppo le acque mediatiche nelle quali la vicenda ha rischiato di naufragare. Ma ora la palla passa alla Magistratura.