Sarebbe bello ricordarlo unicamente per le sue imprese, per gli atti quasi eroici che solo egli sapeva realizzare su una bicicletta. Sarebbe stupendo pronunciarne il nome solo per parlare di gioie e di capire come un uomo solo abbia potuto unire in questo modo la gente.
Ma purtroppo la vicenda di Marco Pantani ancora oggi non è chiara; troppi tasselli non sono al loro posto, molti misteri e ombre si agitano avvolti nell'oscurità a partire da quel giorno di San Valentino di 10 anni fa, in cui il corpo senza vita del pirata fu trovato in una camera di un albergo di Rimini.
In questo periodo i genitori di Marco hanno cercato di conoscere la verità, soprattutto la madre, che non si arrende all'idea che suo figlio se ne sia andato senza avere giustizia.
In questi giorni l'avvocato della famiglia Pantani sta svolgendo un prezioso lavoro, in modo da far luce sulle vicende più intricate di questa storia, ancora tutta da scoprire.
In queste ore ad ogni modo alcune dichiarazioni clamorose sono rimbalzate, e raccontano del giorno prima del controllo che escluse Pantani dal Giro d'Italia del 1999. Il ciclista infatti, nella tappa di Madonna di Campiglio, venne estromesso dalla corsa rosa perché nei suoi valori vennero trovati dati alti di ematocrito, addirittura di valore pari a 53.
Tutto questo sarebbe giusto e lineare, ma come detto, in questi giorni è stata rinvenuta la testimonianza di una persona molto vicina al pirata, che ha dichiarato di aver visto Marco misurarsi da solo il livello di clenbuterolo il giorno prima della famosa tappa, e i valori quella sera erano di 48,2-48,3, ovvero dati nettamente inferiore ai numeri incriminati e che hanno finito per condannare Pantani.
Dichiarazioni forti, fortissime, che non fanno altro che gettare fango e nuove nubi sulla vicenda Pantani, che a 10 anni dalla prematura scomparsa ancora non trova pace.
Ad ogni modo in questi giorni forse se ne saprà di più in quanto la stessa persona, si vocifera, ha ancora un paio di dichiarazioni bollenti da far in pubblica sede.Che si possa finalmente fare luce? Lo dobbiamo a Marco, alla sua famiglia e a noi stesi.