Il DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) agenzia della difesa del Pentagono ha chiesto lo sviluppo di un sistema per l'identificazione dei componenti elettronici usati nelle armi ed in tutte le dotazioni militari. Questo problema è sorto a seguito di una ricerca la quale si è conclusa con un dato allarmante, oltre 1 milione di parti contraffatte potrebbero essere presenti in vari componenti dell'equipaggiamento dei militari USA.
Questo problema pone serie domande all'interno dell'apparato militare, la componentistica di scarsa qualità potrebbe produrre rotture o essere fonte di errori, con i rischi che in campo militare questo comporta, un errore nel puntamento di un'arma può provocare una strage piuttosto che rispondere al fuoco nemico.
Purtroppo l'elettronica e la tecnologia è entrata a pieno regime nell'uso quotidiano delle missioni militari USA, gli errori umani già impliciti in campo militare non possono essere ampliati anche da malfunzionamenti.
Per questo motivo la situazione è molto seria, per la quale occorrono provvedimenti urgenti. A tal proposito il DARPA ha lanciato un nuovo programma per lo sviluppo di un sistema anticontraffazione, che garantisca l'integrità e la genuinità di tutti i componenti elettronici. Hanno pensato ad un piccolo microchip (dielet) in grado di garantire l'origine e l'autenticità di ogni componente, che sia anche efficace contro la contraffazione e quindi uno strumento di tutela e prevenzione al tempo stesso.
Un caso eclatante è stato quello scoperto dalla MDA (Missile Defense Agency) l'agenzia per la difesa missilistica, che in un controllo hanno trovato 800 componenti contraffatti in un solo sistema missilistico: è chiaro che si tratta di un problema di rilevante importanza, questi componenti potrebbero essere utilizzati anche su armi e sistemi missilistici nucleari, armi che sarebbe doveroso siano il più sicure e protette di qualsiasi tesoro al mondo. Pensare che un componente magari importante di un missile nucleare possa essere difettoso, fa tremare i polsi.