Sono passati tre lunghi anni da quando un ragazzo appassionato di aeroplanini avvertì i carabinieri avendo scoperto il cadavere di una giovane in un campo di Chignolo d'Isola a Bergamo, ed ancora i genitori ed i fratelli aspettano che il colpevole o i colpevoli siano affidati alla giustizia. Ma ricordiamoci i fatti.
Yara Gambirasio sparì nel breve tratto di strada che conduceva da casa sua al centro sportivo Brembrate di Sopra quando aveva 13 anni. I soccorsi subito entrati in azione anche con i cani molecolari arrivarono ad avvertire la presenza della ragazzina scomparsa in un centro in costruzione a Mapello, lì vicino.
Ma nonostante le ricerche a tappeto il suo povero corpo fu ritrovato in un campo il 26 febbraio 2011 nascosto dalle erbacce che fino a poco tempo prima erano ricoperte di neve.
Perché il corpo di Yara non venne scoperto prima sebbene fosse poco lontano dal luogo della sparizione? I dubbi sono ancora molti per i genitori che non si sono mai lamentati in pubblico. La sua famiglia è stata un esempio per tante trasmissioni che speculano su queste tragedie immense come la perdita di una figlia modello. Infatti Yara oltre che frequentare scuola ed oratorio del paese era un ginnasta di Brembate di Sopra, e proprio mentre si recava in palestra in un freddo pomeriggio del 26 novembre 2010 cadde nell'imboscata dell'orco che nonostante siano passati tre anni non è stato rinchiuso per sempre in carcere.
Anzi per il processo si profila l'archiviazione definitiva.
Il Procuratore di Bergamo recentemente intervistato ha detto non avere in mano nulla di concreto. Le indagini andate avanti tutti questi anni hanno portato solo a fare ipotesi. L'unico sospettato che fu anche fermato ed ascoltato dalle forze investigative fu un operaio marocchino, Mohamed Fikri, che lavorava nel cantiere in costruzione di Mapello, intercettato al telefono con la fidanzata in Marocco quando era già a bordo della nave che lo riportava in patria. Ma anche qui fu una falsa pista essendoci stato un errore di traduzione dall'arabo. L'operaio fu ritenuto estraneo ai fatti ed archiviato ufficialmente tanto da richiedere i danni alla giustizia italiana.
Poi furono sottoposti al test del DNA tantissime persone, che abitavano nei paesi vicini senza mai arrivare ad una verità fino a scoprire un assassino ipotetico, figlio illegittimo del defunto Giuseppe Guerinoni anche se non ci sono stati riscontri.
Per la famiglia addolorata si potrebbe profilare la chiusura del processo senza dare un volto all'assassino della loro bambina. L'unica pista attendibile sarebbe quella che conduce al cantiere avendo ritrovato nei bronchi e nei vestiti della piccola polvere di cemento. Non sappiamo ancora, inoltre, se è morta per il colpo alla testa con una pietra o dalle ferite prodotte con un taglierino.