Il referendum in Crimea non ha certo esaurito le tensioni tra Russia e Ucraina. Tensioni che rischiano di sfociare in una vera e propria guerra dopo le dichiarazioni da parte di Kiev, che ha fatto sapere di essere "disposta a tutto" per riprendersi la penisola scissionista e in attesa dell'annessione da parte russa. Il tutto mentre da parte dell'Europa e degli Stati Uniti scattano le prime sanzioni, che raggiungono principalmente potenti oligarchi amici di Putin, che vengono così colpiti dove fa più male: nel portafoglio.

Sanzioni a cui Putin ha risposto con delle personali contro-sanzioni, che hanno colpito 8 politici americani, tra cui il più noto è l'ex candidato alla presidenza John McCain.

Ma quali sono le ragioni e i motivi dietro questo scontro? Si rischia davvero una guerra tra Russia e Ucraina? Ora che il Senato russo ha ratificato l'annessione della Crimea, gli scenari peggiori non sono da escludersi. Le cose sarebbero potute andare diversamente se Putin avesse accettato una soluzione di compromesso, come quella di accettare l'indipendenza della Crimea, ma senza ratificarne l'annessione (una soluzione che probabilmente sarebbe andata bene anche all'Ucraina).

Adesso infatti il rischio è che altre aree russofone e russofole dell'Ucraina, concentrate nell'area sud-est del paese, decidano di intraprendere la stessa trafila seguita dalla Crimea, chiedendo a gran voce un referendum per la scissione per poi provare a farsi annettere dalla Russia.

Certo, la strada per la Crimea era semplificata dal suo status di repubblica autonoma (mentre le altre aree hanno lo status di regione), ma questo non esclude a priori nuove tentazioni scissioniste. E a quel punto, gli sviluppi sarebbero imprevedibili.