Mattia Monesi, 18enne di Rovigo, è morto la mattina di sabato 19 aprile. Il giovane si trovava in gita pasquale con i suoi compagni sui Colli Euganei. In un primo momento si era pensato solo ad un affaticamento perché nel corso di questa gita il ragazzo si era sentito spesso stanco e respirava a fatica, ma l'esame autoptico a cui è stato sottoposto ha chiarito la vera natura dei suoi malesseri: era affetto da un cancro giunto al suo stadio terminale.

In sostanza l'autopsia ha chiarito che il tumore era già in metastasi. Secondo il medico legale che ha eseguito l'autopsia su ordinanza del pm Orietta Canova, il giovane boy scout è deceduto a causa di un tumore che l'aveva colpito già da alcuni mesi e che si era rapidamente diffuso in altri organi del suo corpo; però la malattia non aveva dato luogo ad alcuna sintomatologia clinica per cui il ragazzo era del tutto ignaro del male che lo aveva colpito e che da lì a qualche mese lo avrebbe portato alla morte.

In effetti il ragazzo qualche giorno prima dell'escursione a Torreglia lungo il sentiero Mondonego aveva confidato ad alcuni amici di sentirsi stanco e di avere alcuni problemi di respirazione ma fondamentalmente pensava che ciò fosse dovuto alla stanchezza per l'escursione, per cui era andato a dormire un po' prima rispetto ai compagni per recuperare le forze. Purtroppo dal sonno di quella sera Mattia non si è più risvegliato.

In base ai risultati dell'autopsia pare che il ragazzo fosse affetto da un linfoma, patologia curabile se presa in tempo: purtroppo nel suo caso il tumore si era già disseminato in organi vitali, quali polmoni e reni, andando in metastasi. Nei prossimi giorni saranno compiuti ulteriori accertamenti da parte della magistratura. Che almeno la terra ti sia stata lieve Mattia in questo tuo ultimo viaggio.