Marina la scuola, ed un sedicenne finisce nelle mani di un pedofilo. A salvarlo, la trappola degli amici scattata davanti ai carabinieri. Una brutta storia che poteva avere dei risvolti terrificanti se il sedicenne non avesse raccontato il tutto agli amici, i quali hanno subito provveduto a preparargli il ben servito.
La storia parte da quando "Giovanni" nome di fantasia, dopo aver marinato la scuola, un istituto alberghiero della zona, decide insieme agli amici, di recarsi nei pressi della stazione ferroviaria di Casoria, in provincia di Napoli.
Li c'è un bar, ed una sala giochi. Un luogo ideale per perdere un po' di tempo prima che si faccia l'ora di pranzo. E così, Giovanni seduto sulla panchina a farsi coccolare dal sole, viene avvicinato da P.C. sessantaquattro anni pensionato del posto, il quale, con modi molto gentili e garbati si mette a chiacchierare con il ragazzo. Dopo alcuni minuti, gli chiede se lo può raggiungere in macchina. Il sedicenne intuisce. Gli dice di no. Ma il sessantaquattrenne insiste. "Vieni con me in macchina. Ti dico una cosa". Ovviamente la curiosità dei ragazzi nel pieno dell'adolescenza ha la meglio.
Dopo che sono entrati in macchina, scatta la proposta: dieci euro per un rapporto orale. E nel frattempo, gli palpeggia il sedere.
Il sedicenne dice subito di no. Ma l'uomo insiste. Cerca in tutti i modi di persuaderlo tanto da chiedergli pure il numero di cellulare. Il ragazzo cerca di scendere dal veicolo. Vuole andare via. Ma il pedofilo, notando il rigetto del ragazzo, lo lascia andare solo se gli concede il numero di telefono. "Me ne vado se mi dai il tuo numero di cellulare". Il ragazzo, ingenuamente acconsente. Gli lascia il cellulare pur di stare tranquillo. Un'ingenuità che poi si trasforma in una vera e propria ossessione visto che in un giorno il sessantaquattrenne gli fa quasi un centinaio di chiamate. Il minore racconta tutto ai suoi amici. Nulla ai genitori per paura che la situazione degenerasse. Gli amici, decidono così di organizzare una trappola per farlo arrestare.
All'ultima telefonata da parte dell'uomo, il ragazzo gli organizza un appuntamento. "Ci vediamo alle tredici nella pineta comunale di Casoria". Il sessantaquattrenne è puntuale. Incontra il ragazzo e di siedono su una panchina. Gli amici notano tutto da lontano. Poi raggiungono la macchina del pedofilo. E nel momento in cui si abbassa i pantaloni, scatta l'intervento. Gli amici aprono lo sportello lato guida dove era seduto il pedofilo, e cercano di bloccarlo. Nel frattempo, uno del gruppo, raggiunge la vicina caserma dei carabinieri, i quali ci mettono poco a raggiungere il luogo dell'evento.
Trovano ancora il pedofilo con i pantaloni abbassati. Ammanettato sul posto, viene portato subito in caserma per gli accertamenti di rito.
I ragazzi raccontano l'intera storia ai militari. Sequestrano il cellulare del giovane e quello del pedofilo per un rapido riscontro dei numeri di telefono. Il tutto, è stato riscontrato in poche ore. Il pedofilo, dopo gli accertamenti di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale di Poggioreale in attesa della convalida dell'arresto. È accusato di induzione alla prostituzione e violenza sessuale. Con questo, siamo al secondo arresto per pedofilia in meno di un mese. Era il dodici di marzo scorso quando la polizia locale del comune di Afragola, arrestò un ottantenne che si masturbava davanti ai bambini che giocavano nel parco comunale. Il pedofilo finì agli arresti domiciliari. E dunque, è allarme pedofilia nell'area a nord di Napoli.