Un applauso di 5 minuti al congresso del SAP, il sindacato di polizia, ha accolto i poliziotti condannati per la morte di Federico Aldrovandi. È accaduto al Grand Hotel di Rimini, dove erano riuniti i delegati del Sap per l'ottava edizione del Congresso nazionale del sindacato di polizia, quando hanno fatto ingresso nella sala 3 dei 4 agenti condannati definitivamente per la morte del giovane diciottenne di Ferrara.

La vicenda

I fatti che vedono coinvolti gli agenti Paolo Forlani, Luca Pollastri ed Enzo Pontani, presenti in sala, oltre alla loro collega Monica Segatto, si svolsero la notte del 25 settembre a Ferrara, quando, durante un controllo, Federico Aldrovandi viene fermato mentre rientrava a casa dopo aver trascorso la serata a Bologna.

Il controllo si conclude tragicamente con la morte del giovane sul quale vengono riscontrate, nel corso dell'autopsia, numerose fratture ed evidenti segni di percosse. I poliziotti sono stati riconosciuti colpevoli di eccesso colposo in omicidio colposo e condannati in via definitiva a tre anni e sei mesi dalla Corte di Cassazione, tre dei quali sanati dall'indulto. In seguito alla condanna, i quattro poliziotti hanno trascorso pochi mesi in carcere ed hanno ora ripreso regolarmente servizio.

L'applauso

Durante il congresso di Rimini, il capo della polizia Alessandro Pansa, nel corso del suo intervento, aveva sollecitato la definizione di "nuove regole d'ingaggio" per evitare il ripetersi degli ultimi episodi di abusi documentati degli incidenti della manifestazione di Roma del 12 aprile scorso.

Appena Pansa è uscito dalla sala, i delegati hanno tributato una vera e propria standing ovation per i tre colleghi condannati, suscitando reazioni indignate quasi unanimi.

I genitori del giovane ucciso hanno parlato di "orrore e ribrezzo" nel vedere il sostegno tributato dalle forze dell'ordine "a chi uccide un ragazzo per strada". A loro è andato l'immediato sostegno da parte di Renzi, testimoniato da una telefonata nella quale definisce "indegna" la vicenda.

Solidarietà anche da parte dello stesso capo della polizia Pansa ha definito "gravissimo" il comportamento dei delegati del Sap. Unica voce fuori dal coro di condanna, quella del segretario leghista Matteo Salvini, che ha ritenuto opportuno esprimere solidarietà alle forze dell'ordine.

È lecito attendersi ora, al di là delle parole di solidarietà, gesti concreti che possano restituire ai cittadini la fiducia nel giusto operato delle forze dell'ordine, troppe volte minato da episodi sconcertanti regolarmente finiti nell'oblio dopo il clamore iniziale.