Una serie di raid aerei si è abbattuta sul nord - ovest del Pakistan, nelle zone di confine con l'Afghanistan, con lo scopo di bombardare i talebani assiepati in quell'area. Gli obiettivi dei caccia pakistani erano i covi delle tribù semi - autonome che vivono nella regione del Waziristan del Nord. Secondo le prime notizie che giungono dallo Stato dell'Asia meridionale, almeno una trentina di miliziani sarebbero rimasti uccisi durante gli attacchi.
Le notizie al momento giungono da fonti militari di Miranshah, la città più importante della regione del Waziristan. Tra le vittime "illustri" dei bombardamenti ci sarebbero anche importanti comandanti dei combattenti impegnati nella guerriglia ultra - islamista, la cui identità non è ancora stata resa nota. Il sito di notizie "DawnNews" ha inoltre reso noto che i raid scattati all'alba del 21 maggio, avrebbero causato anche un'ottantina di feriti: si tratterebbe, stando alle informazioni che giungono dal Pakistan, di attacchi mirati a colpire proprio questi miliziani talebani in continuo stato di combattimento col Governo del Paese.
Vari villaggi e città sono stati colpiti dalle bombe sganciate dagli aerei, tra i quali ci sono Datta Khel, Ghulam Ali, Mir Dali, tutte nell'area nord - ovest pakistana. I raid erano stati organizzati per colpire esclusivamente miliziani e guerriglieri, lanciando un segnale forte a coloro i quali portano avanti lotte intestine allo Stato pakistano, ma sembra che le bombe abbiano colpito anche obiettivi civili, uccidendo, tra gli altri, pure donne e bambini. L'operazione è scattata in seguito alla visita in Afghanistan del capo di Stato maggiore dell'esercito del Pakistan, il generale Raheel Sharif, e dopo numerosi attacchi dei talebani contro forze di sicurezza pakistane.