Colpo di scena per quanto concerne la sparizione rimasta senza spiegazioni di Elena Ceste. Della donna, che risiedeva a Costigliole d'Asti, non si sa più niente dall'ormai lontano 24 gennaio 2014. Decisamente troppo.
Si è diffusa ora una nuova informazione sul caso, che parla di una lettera anonima giunta ai carabinieri a firma enigmatica o forse allusiva ("Il consolatore") che pare venir fuori dalla fervida fantasia di un romanziere di chiara fama.
Il foglio contiene parole del Vangelo secondo Giovanni e precisamente le seguenti: "Quando verrà il consolatore che io vi manderò dal padre, lo spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza". Si cerca a questo punto di fornire la corretta interpretazione a questo episodio certo misterioso e che potrebbe anche essere opera di qualche mitomane, ma che non può certo essere sottovalutato. La lettera sarà quindi esaminata con attenzione dagli esperti.
Per quanto riguarda la figura di Elena Ceste è importante ricordare che la sua famiglia risulta essere molto sensibile alla religione, aspetto forse noto a chi ha inviato la missiva. E se fosse Elena stessa l'autrice del messaggio? Nessuno può escluderlo, dato che c'è anche l'ipotesi che la donna abbia scelto di nascondersi in qualche luogo misterioso in quanto il suo corpo non è mai stato trovato e dunque potrebbe essere ancora viva.
Se fosse chiusa in un convento? Restano molti dubbi su Elena Ceste
A Costigliole d'Asti - una piccola comunità - tutti sapevano che Elena Ceste è molto religiosa, al punto da frequentare con assiduità Santa Margherita, parrocchia locale, per recitare le preghiere quotidiane, confermando così di essere persona dai sani principi o almeno è così che la raccontano parenti e conoscenti i quali, però, non hanno forse saputo cogliere il crescente disagio della signora, che soffriva per qualche motivo da capire e valutare. All'origine di una decisione di questo tipo, ripetiamo: darsi a una vita di clausura totale, potrebbe ragionevolmente esserci un trauma psicologico di una certa entità e questo ragionamento andrebbe a sposare perfettamente la tesi che vorrebbe la donna caduta vittima di una sorta di ricatto da parte di un misterioso personaggio, che potrebbe anche essere da ricercare dalle sue esperienze di navigazione nel web e in particolare dall'utilizzo forse ingenuo dei moderni social-network sempre più spesso protagonisti di situazioni ambigue o addirittura pericolose a causa dell'evidente potenza di un mezzo particolarmente insidioso, se usato con superficialità o accordando fiducia senza troppo riflettere oppure per troppa bontà d'animo. E' stato questo il caso di Elena Ceste?
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