Pare proprio che il nome del 55enne idraulico Riccardo Viti, di Firenze, attualmente in carcere, resterà legato alla disonorevole definizione di maniaco delle prostitute o di assassino della donna crocifissa, secondo l'orrenda definizione adottata dalla stragrande maggioranza dei media, Rai inclusa (scelta che fa molto discutere, dato che di crocifissione vera e propria non si può certo parlare). Cosa non si fa per fare audience...
Lo stato di fermo è stato convalidato in quanto, per il magistrato che ha interrogato il Viti, l'uomo, al momento di porre in essere il suo folle disegno, era nella condizione di intendere e di volere.
Agghiaccianti alcune parole proferite dall'uomo (che risulta avere una compagna) il quale ha precisato che la vittima, la povera Andrea Cristina Zamfir, lo implorava di finirla con le sue assurde sevizie che nessuno psichiatra potrà mai spiegare. Legata a una sbarra di metallo sotto un cavalcavia, la giovane è deceduta a seguito delle vere e proprie torture subite con l'uso di un bastone.
C'è da restare abbastanza interdetti davanti a un caso criminale di questa tipologia, con l'autore che sostanzialmente, dopo avere commesso tutta una serie di errori da vero e proprio dilettante del crimine, è parso subito incline ad ammettere le sue colpe come cercando una collaborazione con la magistratura (allo scopo di trarne più vantaggi possibili dal lato processuale?
E' un'ipotesi da tenere in considerazione).
Viti per il momento resta in cella a Firenze. Il capo d'accusa è omicidio volontario con aggravante del rapimento e delle violenze a scopo sessuale. E' chiara la sussistenza del pericolo di fuga mentre il materiale probatorio raccolto appare già completo.
Si dice che Viti sia sinceramente addolorato per la morte della giovane romena, ma allora perché tanta crudeltà? In un mondo sempre più violento e a tratti davvero incomprensibile, episodi come questo sembrano la punta di un iceberg ancora tutto da scoprire, emersa in superficie solo a causa della scarsa "intelligenza criminale" dell'autore dell'efferato delitto, ora tristemente noto come maniaco delle prostitute.