Tempi duri per la Thailandia. Come riferito sul "Corriere della Sera" nella sua edizione on line, dopo le tensioni e gli scontri, e dopo le conseguenti recenti dimissioni da parte della premier in carica Shinawatra, nel paese è stata dichiarata la legge marziale, dal capo delle forze armate thailandesi, il generale Chan-ocha.

La legge marziale, adottata ufficialmente per ristabilire la pace nel travagliato paese, ha naturalmente anche portato ad un massiccio giro di vite sui media, cui è arrivato il tassativo ordine di evitare di diffondere talune immagini che possano diffondere il panico presso la popolazione.

Peggio è andata a 10 canali satellitari, che in virtù delle nuove leggi, sono stati oscurati.

Tuttavia il generale ha anche negato di avere compiuto un golpe nel paese, affermando che le nuove norme affideranno all'esercito solo il controllo della sicurezza nazionale, lasciando al governo le altre funzioni. Secondo l'alto ufficiale, le leggi speciali sono infine necessarie per evitare il diffondersi del disordine e delle violenze.

Del resto, purtroppo, non è questo l'unico caso in cui l'esercito è intervenuto nella politica thailandese. Negli ultimi 80 anni infatti, sono stati circa una decina i colpi di stato militari, l'ultimo dei quali risale al 2006 ed è stato compiuto proprio ai danni del fratello della leader uscente, Thaksin Shinawatra. Successivamente Thaksin era riuscito ad essere rieletto nel 2007, ma nell'anno successivo era stato costretto a fuggire all'estero essendo stato accusato di abuso di potere.