Tesi molto diffusa tra appassionati di sana alimentazione ma anche da medici che sostengono che la causa di una tardiva decomposizione delle salme rispetto a un decennio fa sia della formaldeide presente nell'ambiente e quindi in certi alimenti. In altri casi dipenderebbe dall'uso esagerato di antibiotici per combattere malattie infettive.

Se la teoria fosse valida, il cambiamento in questi anni sarebbe stato riportato nei manuali di medicina legale dato che le trasformazioni subite dai cadaveri aiutano a risalire all'epoca della morte nelle indagini della Polizia.

Invece le dinamiche, anche nei testi moderni, sono descritte allo stesso modo.

Il tipo di alimentazione è quindi irrilevante, e anche l'uso eccessivo di antibiotici, nel processo di decomposizione. Fattore fondamentale invece è l'ambiente, il grado di umidità e la temperatura. In un ambiente secco e caldo può, ad esempio, avvenire una mummificazione naturale.

Il successo di questa notizia può dipendere dall'interesse macabro per l'argomento ma anche dal coinvolgimento emotivo associato alla paura delle sostanze non naturali che si trovano nell'ambiente e quindi nei nostri generi alimentari.

I medici che hanno avvallato questa teoria, probabilmente si intendono poco sull'argomento, dato che la loro professione è quella di evitare la morte non di sapere quello che succede dopo.

I veri esperti in questo campo sono, ad esempio, i consulenti della polizia scientifica.

Non bisogna cadere nel tranello di ritenere esperto in un campo chi lo è in un settore analogo ma distinto.