È stato colto sul fatto e arrestato un prete di 45 anni per detenzione e spaccio di cocaina. Don Stefano Maria Cavalletti, sacerdote originario di Monza, è il parroco di un paese vicino Stresa, in provincia di Verbania ed è stato arrestato in flagranza di reato durante un coca-party. Non si avevano sue notizie da giorni e per celebrare le messe e due matrimoni nella sua parrocchia di Carciano erano stati costretti a cercare un sostituto. Solo la telefonata da San Vittore ha chiarito la sua misteriosa scomparsa.
Secondo la ricostruzione della polizia e grazie alle testimonianze dei partecipanti al coca-party, intorno alle 23 di giovedì, il parroco si trovava a casa di amici in piazza Anghilberto a Milano, ad un festino a base di droga, quando i vicini di casa hanno chiamato la polizia, allertati da forti rumori di una rissa nell'appartamento accanto.
In realtà, un partecipante alla festa stava dando in escandescenze, probabilmente per l'eccessivo uso di cocaina. All'arrivo degli agenti di pubblica sicurezza, il sacerdote ha tentato di liberarsi della cocaina, gettandola nel gabinetto, e di distruggere anche il proprio documento per evitare l'identificazione. Al momento dell'irruzione si trovavano solo uomini, ma oltre a cocaina sparsa in tutta la casa, sono stati trovati anche denaro in contante ed indumenti femminili, cosa che fa pensare ad un proseguo di carattere sessuale del festino. L'ordine di arresto è stato dato dal pm Cristina Roveda e convalidato dal gip Paolo Guidi.
Durante l'interrogatorio di garanzia, assistito dal suo avvocato, ha ammesso di fare uso di cocaina a causa della depressione sorta a seguito di un suo precedente problema con la legge.
Lo scorso settembre, il sacerdote è stato condannato per una truffa di 22mila euro a danno di un'anziana donna che aveva convinto, forte dell'abito sacerdotale che indossa, ad effettuare un bonifico a suo favore nel 2007. Nel 2013 era stato condannato in primo grado per truffa dal tribunale di Verbania ed assolto dall'accusa di circonvenzione di incapace. La Diocesi di Novara, nella persona del vescovo Franco Giulio Brambilla, ha diffuso un comunicato in cui esprime sconcerto e dolore per l'arresto di don Stefano, "in attesa che sia fatta chiarezza sull'accaduto e che si conoscano le motivazioni del provvedimento".