Meriam, la ragazza sudanese condannata a morte per apostasia e divenuta simbolo della libertà di religione, è arrivata a sorpresa in Italia accompagnata dal viceministro degli Esteri Lapo Pistelli. Il viaggio dal Sudan è avvenuto su un aereo di Stato italiano atterrato all'aeroporto di Ciampino dove erano ad attendere il premier Matteo Renzi, con la moglie Agnese, e il Ministro degli Esteri Federica Mogherini.
La storia di Meriam
Meriam Yahia Ibrahim Isha nasce 27 anni fa da padre musulmano e madre cristiana ortodossa. Secondo la legge del Sudan è l'ascendenza paterna a determinare la religione dei figli ma, essendo stata abbandonata dal padre, viene cresciuta dalla madre nell'osservanza cristiana ortodossa.
L'odiseea di Meriam inizia nell'agosto del 2013 quando, incinta di 8 mesi, viene incarcerata insieme al primo figlio di 20 mesi in seguito alla denuncia di un parente che la accusa di aver sposato un connazionale cristiano. La Sharia, in vigore in Sudan, non riconosce i matrimoni con i cristiani, considerandoli un adulterio, e per questa accusa il tribunale di Khartoum le infligge la pena di 100 frustate e dandole tre giorni di tempo per rinunciare alla fede cristiana, abbracciata, secondo i giudici sudanesi, a seguito del matrimonio. Meriam si rifiuta dichiarando di essere stata cresciuta come cristiana, viene quindi incarcerata e condannata a morte per impiccagione. Pochi giorni dopo partorisce in catene la piccola Maya.
La storia di Meriam fa il giro del mondo, suscitando un'ondata d'indignazione e il moltiplicarsi di iniziative e appelli per la sua liberazione che raggiungono il loro scopo con l'annullamento della sentenza il 23 giugno scorso. Il giorno dopo, Meriam cerca di fuggire dall'incubo partendo con il marito, cittadino americano, e i due figli alla volta degli Stati Uniti, ma viene fermata all'aeroporto. Successivamente rilasciata, trova successivamente rifugio nell'ambasciata americana di Khartoum, dove le viene fornito il passaporto che oggi le ha consentito di arrivare in Italia.
L'arrivo in Italia e l'incontro con Papa Francesco
L'Italia era stata fin dal primo momento molto attiva sul piano diplomatico nel seguire la vicenda, tanto che lo stesso Matteo Renzi aveva citato il suo caso nel discorso di apertura del semestre di presidenza UE.
Attivismo che ha portato allo sbarco odierno della famiglia di Meriam a Roma dove, poco dopo il suo arrivo, ha potuto coronare il sogno di incontrare Papa Francesco che ha voluto personalmente "ringraziare" Meriam "per la sua testimonianza di fede, la sua costanza, il suo eroismo". Ora, con tutta la sua famiglia, Meriam potrà ripartire alla volta degli Stati Uniti con la certezza di essersi lasciata alle spalle il periodo più difficile della sua giovane vita.