Le ultime notizie su Yara Gambirasio e sul suo omicidio risalgono a poche ore fa quando è stato escluso che i peli ritrovati sul suo corpo della bambina appartengano a Massimo Giuseppe Bossetti.

Non si tratterebbe, infatti, di peli umani, ma di peli di animali che si sono aggirati dalle parti del corpo nei tre mesi in cui è rimasto disteso nel campo in cui poi è stato ritrovato. Bisogna infatti avere presente che Yara è scomparsa il 26 novembre 2010, è morta quasi subito ma il suo cadavere è stato ritrovato in un campo di Chignolo d'Isola (Bg) solo il 26 febbraio del 2011.

Al momento del ritrovamento vi è stato l'immediato intervento della anatomopatologa forense Cristina Cattaneo che aveva redatto una relazione di più di 400 pagine sull'autopsia, identificando da subito due sequenze di Dna, uno femminile e uno maschile, stabilendo che l'arma del delitto era probabilmente un taglierino da piastrellista e che Yara aveva morso il suo aggressore in una parte particolarmente delicata, oltre al fatto che probabilmente l'assassino era mancino.

I peli sono alcuni reperti già conosciuti e nominati nella relazione come ''tracce pilifere'' e non immediatamente analizzati. Furono analizzati qualche mese dopo l'autopsia e fu confermato che si trattava di peli di origine animale e non umana, come invece si sperava.

Anche il terriccio che si trovava sul corpo di Yara presentava delle caratteristiche particolari. Infatti non era compatibile con il terreno in cui il corpo di Yara Gambirasio fu ritrovato, facendo supporre che l'omicidio sia avvenuto in un altro luogo.

Tutti gli elementi e le prove della colpevolezza dell'assassino di Yara Gambirasio sono nella relazione che risale a quasi 4 anni fa ed il lavoro del pubblico ministero è quello di dimostrare che ogni referto si adatta al sospettato.



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