Nei giorni in cui tornano alla ribalta delle cronache i barconi che approdano sulle coste italiane con il loro carico di tragedie e disperazione, la Direzione distrettuale antimafia di Palermo infligge un duro colpo alla rete di trafficanti di esseri umani, tra cui i probabili responsabili della strage del 3 ottobre scorso che costò la vita a 366 profughi.
L'organizzazione
All'alba di oggi sono state arrestate 5 persone ed altre 4 sono ricercate al termine di un'indagine che ha permesso di ricostruire una organizzazione con base in Libia e Sudan e contatti in Sicilia che provvedeva a "smistare" i clandestini verso l'Europa e il Nord America.
Gli arrestati sono Tesfahiweit Woldu 24 anni, residente ad Agrigento, Samuel Weldemicael, residente ad Agrigento, Mohammed Salih, residente ad Agrigento Matywos Melles, residente ad Agrigento, Nuredin Atta Wehabrebi, residente ad Agrigento.
I ricercati sono Yared Afwerke, residente ad Agrigento, Shamshedin Abkadt, residente a Milano, Ermies Ghermaye residente a Tripoli (Libia), John Maharay, residente a Khartoum (Sudan).
I reati di cui sono accusati riguardano l'associazione per delinquere, il favoreggiamento dell'immigrazione e della permanenza clandestina, aggravati dal carattere transnazionale.
Le intercettazioni telefoniche
L'operazione "Glauco", com'è stata battezzata, si è avvalsa di migliaia di intercettazioni telefoniche dalle quali sono emersi particolari agghiaccianti in riferimento alla tragedia dello scorso anno; durante le conversazioni i malvicenti esprimono inoltre la più totale indifferenza sull'esito delle traversate.
"Le persone vanno picchiate per il loro bene", questa è la linea di condotta impartita dai responsabili dell'organizzazione, che non esitavano ed eseguire gli ordini attraverso continue violenze fisiche, fino alla tortura, nonché stupri anche di gruppo.
Una macchina spietata e perfetta che fruttava, secondo gli investigatori, anche un milione di euro a barcone.
Anche quando non giungeva a destinazione.