Gli Usa tornano a bombardare l'Iraq undici anni dopo l'invasione che rovesciò il regime di Saddam Hussein. Colpite alcune postazioni dello Stato Islamico in Iraq nella zona di Erbil, l'intenzione del presidente Usa, Barack Obama, è di scongiurare un potenziale genocidio, fermare i terroristi dell'Isis e la loro violenta avanzata, e proteggere la popolazione. civile. Le operazioni militari statunitensi si sono svolte in due distinte fasi, della prima, condotta alle ore 10 locali: ne ha reso nota su Twitter il portavoce del Pentagono, John Kirby, riferendo che un drone ha colpito postazioni del l'artiglieria jihadista che spara contro le forze curde; la seconda, data per certa dalla CBS, è avvenuta un'ora dopo, due caccia, partiti dalla portaerei George HW Bush, di stanza nel Golfo Persico, hanno colpito un convoglio di auto nei pressi di Erbil; "eliminati dei terroristi" riferisce il Pentagono, e sottolinea il presidente Obama che gli attacchi contro i terroristi sunniti dell'Isis "proseguiranno se necessario".

Anche se lo stesso Presidente esclude una escalation militare, affermando che non esiste una soluzione militare americana a questa crisi, e le truppe Usa non torneranno a combattere in Iraq. Fanno intanto sapere da Parigi che la Francia è pronta a prendere parte in difesa dei civili perseguitati in Iraq.

Tre aerei cargo, scortati da due caccia FA-18, hanno paracadutato acqua e viveri sulle montagne di Sinjar, 20 mila litri di acqua e 8 mila pacchetti di cibo preconfezionati, alle decine di migliaia di profughi, per la maggior parte cristiani, ma anche moltissimi Yazidi, antichissima comunità religiosa vista dai terroristi sunniti alla stregua di "adoratori del male", in fuga e in cerca di riparo dall'offensiva Isis.

A quei cristiani rifugiati sulle montagne ha rivolto ancora una volta il pensiero Papa Francesco, diffondendo un nuovo tweet che invita la comunità a pregare per loro. Riferisce la polizia di Kirkuk che una donna è stata giustiziata dai miliziani dello Stato Islamico per aver imprecato contro l'Isis, che minacciano pure la stessa Casa Bianca: "Non siate vigliacchi, non attaccateci con i droni, mandate invece i marines".

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