Attesa tra pochi giorni l'uscita di un libro che raccoglie la dura opposizione di cinque cardinali e quattro studiosi alle aperture sostenute da Papa Francesco nei confronti dei divorziati: il nodo della questione è quello relativo all'attitudine pastorale nei confronti di chi ha sciolto un vincolo matrimoniale e ha scelto di contrarre nuove nozze con rito civile. La notizia è stata riportata dal Corriere della Sera che ha dedicato al tema un ampio spazio e sta seguendo da vicino, con grande attenzione, le sfide con cui quotidianamente il nuovo pontefice è tenuto a misurarsi e le piccole rivoluzioni che intende attuare in seno alla Chiesa.

Una di queste pare sia destinata a fallire: lo scorso febbraio Francesco aveva incaricato un suo cardinale, Walter Kasper, di riferire davanti al Concistoro un appello affinché la Chiesa accordasse "fedeltà e misericordia di Dio nella sua azione pastorale nei riguardi dei divorziati risposati con rito civile". L'intenzione conciliatoria del Papa non ha riscosso, però, i consensi sperati e il prossimo primo ottobre un libro, dal titolo eloquente Permanere nella verità di Cristo. Matrimonio e comunione nella Chiesa cattolica, illustrerà le argomentazioni di cinque cardinali e altri quattro studiosi che si dicono certi che concedere la comunione ai divorziati costituisca un'azione contraria alle Scritture.

Il Nuovo Testamento non lascerebbe dubbi: Cristo proibisce senza alcuna ambiguità divorzio e nuove nozze, in linea con quanto predisposto da Dio in due distinti passi della Genesi. Questo, dunque, il principale argomento.

E se è vero che la Chiesa ortodossa prevede di riaccogliere i divorziati e concedere loro nuove nozze dopo un periodo di pentimento, questo avviene solo a partire dal secondo millennio ed in seguito alle continue e coercitive pressioni esercitate allora dagli imperatori bizantini sui ministri di Dio.

Il matrimonio civile che segue al divorzio è, dunque, da considerarsi senza appello come una forma di adulterio ed esclude la possibilità per l'adultero di ricevere l'eucarestia, affermano perentori i ligi cardinali. Nessuno, a quanto pare, può sostituirsi alla legge divina. Neanche il realismo e il buonsenso. Neanche Papa Francesco. 

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