È deceduto Mario Frigerio, all'età di 73 anni, scampato al tremendo omicidio di Erba ma stroncato da un tumore incurabile, diagnosticato pochi mesi fa. Era ricoverato nella casa di cura di Erba Ca' Prina. Domani si svolgeranno i funerali e sarà sepolto presso il cimitero di Montorfano, dove riposa già sua moglie Valeria. Era l'unico sopravvissuto alla strage di Erba, in cui persero la vita sua moglie Valeria Cherubini, Raffaella Castagna, il piccolo Youssef Marzouk di appena 4 anni e la nonna Paola Galli.

Personaggio chiave per aver portato un'importante testimonianza diretta nelle indagini del massacro dell'11 dicembre del 2006, fu il principale accusatore di Olindo Romano e Rosa Bazzi, i coniugi loro vicini di casa, condannati in via definitiva per 4 omicidi e un tentato omicidio. Frigerio era stato accoltellato violentemente alla gola ed era scampato alla morte, pur con gravissime conseguenze, solo grazie ad una malformazione congenita che gli ha protetto la carotide dalla lama. Era diventato così il supertestimone della strage di Erba e, durante il processo, aveva puntato il dito contro Olindo Romano e aveva ripercorso più volte, con la voce compromessa dalle coltellate, i tragici momenti dell'aggressione avvenuta nella casa di via Diaz 25 ad Erba.

Il movente degli orribili omicidi è da ricondurre ai continui litigi tra le famiglie, futili discussioni tra vicini di casa.

Proprio a fine agosto Olindo Romano e Rosa Bazzi avevano terminato il loro lungo periodo di isolamento diurno durato 3 anni, stabiliti dalla Corte d'Assise di Como, oltre a dover scontare la pena dell'ergastolo. Attualmente, Olindo Romano è detenuto nel carcere di Opera e svolge mansioni agricole, lavora nell'orto e mantiene una discreta corrispondenza epistolare con le persone che gli manifestano la loro vicinanza e comprensione.

La moglie Rosa Bazzi, detenuta invece presso il carcere di Bollate, dedica le sue giornate a lavori di vario tipo come sartoria e bulloneria. La coppia gode del diritto di vedersi tre volte al mese per un totale di sei ore. Intanto, i legali Fabio Schembri e Luisa Bordeaux sono alle prese con un tentativo di revisione del processo e stanno analizzando nuovamente tutti gli elementi e le informazioni a disposizione per poter procedere alla richiesta.

Vogliono avvalersi soprattutto delle ultime dichiarazioni di Azouz Marzouk, padre di Youssef e marito di Raffaella Castagna, secondo cui Olindo e Rosa non erano consapevoli delle loro azioni nel momento della strage.

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