Una tragedia si è consumata oggi in quella che doveva essere una tranquilla giornata in famiglia. Il fatto è accaduto questa mattina nella riserva naturale delle Macalube (Agrigento): è esploso un vulcanello che ha travolto un papà con i suoi due bambini. La piccola Laura Mulone, 7 anni, quasi subito era stata estratta dal fango. Tuttavia, i soccorsi a nulla sono valsi: è deceduta durante il massaggio cardiaco. Il padre, invece, sommerso solo parzialmente è stato ritrovato ancora in vita. Da subito sono proseguite le ricerche del fratellino, Carmelo Mulone, 9 anni, che purtroppo è stato ritrovato senza vita solo ore dopo, travolto e sommerso dal fango.

Il grave incidente, come detto, si è verificato in una riserva naturale gestita da Legambiente in tarda mattinata, poco dopo mezzogiorno. Prontamente sono intervenute sul posto diverse squadre di vigili del fuoco con un escavatore per effettuare le ricerche del piccolo al di sotto di molteplici strati di fango eruttati nel corso del fenomeno. La terra ha tremato e, secondo i testimoni, una colonna di fango alta 40 metri si è sollevata per poi ricadere inghiottendo i due bambini e il loro papà, Rosario Mulone, carabiniere di 46 anni. 

I vulcanelli, ricordiamo, sono frutto di un particolare fenomeno geologico definito vulcanesimo sedimentario: si tratta di terreni argillosi intercalati da acque salmastre che ricoprono bolle di gas metano soggette a una elevata pressione.

Il fenomeno talvolta, come in questa sfortunata circostanza, può assumere carattere esplosivo, determinando la violenta espulsione di materiale argilloso misto a gas e acqua. Nel frattempo, polemiche già si sono abbattute sulla riserva e sul suo stato, mentre la Procura di Agrigento ha aperto una inchiesta affidata al pm Carlo Cinque. Infatti, tra il 2002 e il 2008 nella riserva si è verificato un fenomeno che ha generato fenditure nel terreno a seguito di forti esplosioni e, inoltre, ha aggiunto il prefetto Nicola Diomede che lo scorso agosto la riserva era addirittura stata chiusa a causa di fenomeni che avrebbero potuto provocare un "ribaltamento" del terreno stesso per poi venire riaperta al pubblico, ritenuto cessato il pericolo.

Il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, ne ha ora ordinato la chiusura. In difesa dell'associazione ambientalista, Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente ha affermato "non avevamo stato registrato un preallarme di alcun tipo, mezz'ora prima i nostri operatori erano sulla collina dei vulcanelli e tutto era normale", sottolineando anche la scarsità dei fondi stanziati dalla Regione.