Una quarantaduenne nigeriana residente in Italia ha indotto i medici, dopo aver osservato i sintomi, a temere che avrebbe potuto essere la prima persona del nostro Paese ad aver contratto il virus Ebola. La donna, da lungo tempo residente della città di Civitanova Marche, rientrata da sei giorni da un viaggio in patria, è stata portata in un'ala di isolamento dell'ospedale Torrette di Ancona. Aveva la febbre molto alta, ma è risultata negativa al virus Ebola, come ha detto il Ministero della Salute in una dichiarazione, scongiurando il contagio da febbre emorragica.

Per escludere la presenza del virus di Ebola - evidenzia la Direzione Sanitaria degli Ospedali Riuniti - bisognerà comunque attendere i risultati delle analisi in corso di svolgimento allo Spallanzani di Roma. Gli accertamenti effettuati ad Ancona hanno evidenziato un'infezione da plasmodio della malaria in corso, per la quale è stata iniziata la specifica terapia.

"La donna - rende noto il ministero della Salute - è in apparenti buone condizioni".

"Sono state attivate - si aggiunge - tutte le procedure previste dalle circolari emanate da questo Ministero, in linea con le indicazioni internazionali e recepite a livello regionale, tra le quali l'invio di campioni biologici all'Inmi Spallanzani di Roma per le prescritte analisi di laboratorio".

Il caso ha le caratteristiche per l'attivazione del protocollo di allerta per la verifica di casi sospetti che la Regione Marche ha emanato recentemente a seguito delle direttive nazionali.

Il virus Ebola infatti si trasmette attraverso il contatto diretto con il sangue, i liquidi o i tessuti di persone infette o di animali. Le autorità sanitarie nazionali italiane nel mese di agosto hanno prodotto un protocollo anti-Ebola: i medici o i pazienti che hanno viaggiato nelle nazioni dell'Africa occidentale, dove l'epidemia ha il suo "epicentro", e che presentano più di un sintomo tra quelli segnalati, devono contattare il centro per le malattie infettive più vicino.

I sintomi includono febbre, mal di testa, mal di gola, diarrea, vomito. Almeno 2.100 persone sono morte a causa del virus negli stati dell'Africa occidentale di Guinea, Liberia, Sierra Leone e Nigeria quest'anno. Anche alcuni dei 79 operatori sanitari sono morti a causa del virus, come ha detto l'Organizzazione Mondiale per la Sanità.

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