L'annuncio di Barak Obama agli americani e al mondo intero è stato chiaro e perentorio: Isis deve essere distrutto. Lo riferisce il presidente degli Stati Uniti ieri notte durante il suo discorso a reti unificate dalla State Room della Casa Bianca, in cui rende noto l'inizio di una nuova campagna contro l'Isis. Il nuovo terrorismo di matrice islamica spaventa l'occidente. Oltre alle brutali ed inumane uccisioni dei due giornalisti americani, ha sacrificato migliaia di vittime innocenti, detiene ancora prigionieri e prosegue la sua avanzata per la creazione di un nuovo stato islamico.

Così, al tredicesimo anniversario della caduta delle Torri Gemelle per mano del terrorismo con la conseguente gravissima crisi economica internazionale, diventa ancora più imminente la necessità di lottare e distruggere Isis e Obama annuncia la nuova lunga strategia di difesa e attacco antiterroristico. Non si tratta di combattere contro una religione, che niente ha a che vedere con la malvagità dimostrata. Ecco cosa prevede la nuova missione americana.

1) Proseguiranno assiduamente i raid aerei, non solo in Iraq, ma anche in Siria, dove erano stati evitati l'anno scorso, quando Assad aveva utilizzato armi chimiche.

Obama aveva desistito perché non c'era il consenso della maggioranza del popolo americano. Attualmente, dopo gli ultimi macabri avvenimenti ed i video delle decapitazioni, l'opinione pubblica è cambiata e appoggia totalmente l'intenzione di effettuare nuovi attacchi.

2) Saranno appoggiati i curdi e gli iracheni, per cui arriveranno altri 475 soldati con ruoli di addestramento, logistica ed intelligence, senza disporre i propri soldati in prima linea.

3) Sarà intensificata la sicurezza su tutti i fronti e si discuterà di nuove misure al prossimo Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in cui verrà presentato un programma per affrontare il pericolo di quei cittadini occidentali che collaborano con Isis.

4)Verranno ampliati gli aiuti umanitari nei confronti dei rifugiati, costretti ad abbandonare le loro case e le loro città e a subire continui soprusi e violenze.

5) C'è in programma anche la creazione di una nuova coalizione mista che includerà sia membri della Nato che paesi esterni. Di fatto, il segretario di Stato John Kerry si recherà in Medio Oriente per discutere con possibili alleati, come Arabia Saudita, Egitto, Giordania e Turchia.

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