Dopo 30 anni tra scorsi nel braccio della morte del carcere del North Carolina, un uomo è stato riconosciuto innocente e scarcerato insieme al fratellastro condannato all'ergastolo. Henry McCollum, di 50 anni, e Leo Brown, di 46, hanno potuto lasciare il carcere grazie alla prova del DNA che li ha scagionati dall'accusa di avere violentato e ucciso Sabrina Buie, una bambina di 11 anni trovata morta nel 1983 in un campo vicino la loro casa.
L'ACCUSA DI STUPRO E OMICIDIO - McCollum e Brown, che all'epoca dei fatti avevano 19 e 15 anni, erano stati accusati della morte della piccola Sabrina senza alcuna prova, ma solo sulla base di una confessione estorta con un interrogatorio cui furono sottoposti la sera del 28 settembre 1983 in assenza del loro avvocato.
Stremato dall'interrogatorio, McCollum finì per confessare di aver commesso l'omicidio con la complicità di altre tre persone, tra cui il fratellastro più piccolo. Una confessione con la quale i due adolescenti, entrambi disabili mentali, speravano di porre fine ad un incubo ritornando a casa.
Ci sono voluti invece 30 anni di richieste di supplementi d'indagine da parte degli avvocati e di appelli, fino a quando, nel 2003, è stata finalmente accolta la richiesta di analizzare un mozzicone di sigaretta ritrovato sulla scena del crimine. Il test del DNA è stato comunque eseguito solo nel 2010 e il risultato reso noto nello scorso luglio: il mozzicone apparteneva a Roscoe Artis, che viveva a poca distanza dal luogo dell'omicidio e sta attualmente scontando una condanna all'ergastolo per uno stupro ed omicidio commessi con le stesse modalità un mese dopo l'omicidio di Sabrina Buie.
I due fratellastri potranno ricominciare una vita a 50 anni, imparando ad usare strumenti di vita quotidiana come cellulare e internet che quando sono stati arrestati erano lontani da venire.
ALL'ONU IL DIBATTITO SULLA MORATORIA SULLA PENA DI MORTE - Significative le parole con cui Henry McCollum ha voluto ricordare, all'uscita della prigione, i 152 detenuti in attesa dell'esecuzione della condanna a morte che sono rimasti nel carcere del North Carolina: "Ci sono ancora persone innocenti là dentro, bisogna fare qualcosa per loro". Dette da chi ha visto negli anni portare via decine di persone per l'esecuzione, le parole di McCollum sono la migliore testimonianza alla vigilia della ripresa del dibattito alle Nazioni Unite sulla moratoria della pena di morte. Secondo statistiche del Centro Studi dell'ONU sulla giustizia penale, l'esame del DNA ha permesso di scagionare negli Stati uniti 317 detenuti, di cui 18 nel braccio della morte.