Si tratta di una storia che per nove mesi ha tenuto sulle spine tutta Italia. Una ricerca che ha scatenato quasi una caccia alla donna, Elena Ceste, che secondo le prime ricostruzioni era fuggita da casa. Si è parlato di una donna preoccupata che poteva cercare una via di fuga dalla propria vita ed ora la verità, quella cruda e dura da accettare. Elena Cesta è morta.

Nove mesi di ricerche e si trovava a pochi chilometri da casa

Il corpo è stato ritrovato in stato di decomposizione lo scorso 18 ottobre lungo un canale di scolo. La donna era sparita dalla propria abitazione lo scorso 24 gennaio senza lasciare traccie della propria partenza.

La donna però non è mai partita ne si è spostata da Castiglione d'Asti. Durante questi nove mesi sono state vagliate decine di ipotesi sulla scomparsa della donna dal suicidio, all'omicidio, all'allontanamento volontario e al rapimento. Ora resta, invece, da sciogliere un solo nodo come e perché la vita di Elena Ceste, madre di quattro bambini, sia giunta a termine. Bisogna capire se si tratta di una scelta volontaria o se si a causare la sua morte sia stata una seconda persona.

Il ritrovamento del corpo

Durante le prime ricostruzioni il marito raccontava la sua versione affermando di aver trovato al ritorno dalla scuola dei bambini tutti gli effetti personali della moglie: occhiali, cellulare e vestiti, quasi si fosse denudata prima di darsi alla fuga, ma non la donna.

Sono stati nove mesi di incessanti ricerche e di avvistamenti, alla fine non veritieri, ma Elena si trovava a pochi chilometri da casa. Il corpo di Elena Ceste è stato ritrovato durante la pulizia di un canale di scolo in pieno stato di decomposizione. Il sospetto che si trattasse del corpo della donna è stato immediato ma a confermarlo, dandone la certezza alle forze dell'ordine, è stato il test del Dna risultato positivo. A rendere nota la compatibilità tra il Dna di Elena Ceste e quello del corpo ritrovato nel canale di scolo è stato il comando dei Carabinieri provinciale di Asti.