Il cadavere ritrovato vicino all'abitazione di Elena Ceste riaccende uno dei casi che poteva essere uno dei più complicati degli ultimi anni. Dopo il sopralluogo del medico legale accompagnato dal comandante provinciale dei carabinieri di Asti, gli esperti stanno verificando attraverso l'autopsia che il corpo ritrovato sia quello della madre di quattro figli scomparsa lo scorso 24 gennaio 2014. Dai primi rilevamenti del nucleo investigativo dell'Arma e della scientifica, si sospetta che il cadavere possa corrispondere alla donna scomparsa, ma è ancora presto per affermare con precisione se realmente si possa trattare di Elena Ceste.

Per ora ogni dettaglio risulta particolarmente difficile da accertare soprattutto perchè il cadavere si trova in stato di decomposizione. Bisognerà quindi attendere il test del dna che verrà eseguito dal Ris di Parma per confermare quanto già sospettato dagli esperti. Le ipotesi sulla scomparsa di Elena Ceste si sono susseguite nel tempo: si è parlato di una fuga all'estero, oppure che possa essere stata uccisa, o che si sia suicidata per i troppi debiti. A tal proposito si è perfino ipotizzato che la donna possa trovarsi in un convento dell'Astigiano, a pochi chilometri di distanza dalla sua residenza.

Il caso è oramai diventato un vero e proprio giallo e il mese di ottobre è un periodo importante: il 25 ottobre cade il 38esimo compleanno di Elena Ceste, ma è anche il mese in cui nel 2013 la donna viveva in uno stato di paura, proprio come ha raccontato suo marito Michele durante gli interrogatori e tramite le poche dichiarazioni alla stampa, ovvero che la notte prima della scomparsa gli aveva chiesto di proteggerla.

Ma la vicenda potrebbe ora prendere una piega diversa: se il cadavere ritrovato venisse identificato nel nome di Elena Ceste, Michele sarebbe il primo sospettato di omicidio, anche perché da quando è stato ritrovato il cadavere, sembra che molte persone si siano ricordate di aver visto prima della scomparsa della donna, proprio il marito, vicino a quel canale di scolo.

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