Nuovo messaggio contro gli infedeli occidentali. Nell'ultimo numero di Dabiq, il magazine dell'Isis apre con una copertina dove si vede la bandiera nera del Califfato sventolare sull'obelisco di Piazza San Pietro, con la didascalia The failed crusade - La crociata fallita. Il messaggio è chiaro: con tale immagine i jihadisti intendono avvertire l'Occidente che non vinceranno la guerra e che il Califfato allargherà i propri territori anche verso Ovest, proprio nelle terre degli infedeli.

Nel magazine viene ribadito anche il concetto che è giusto che le donne degli infedeli vengano ridotte in schiavitù. Si tratta di un aspetto molto radicato nella legge islamica della Sharia, anche se respinto fortemente dalla maggior parte del mondo islamico.

Dai social la rimozione della bandiera nera dalla collina di Kobane

Contro alle immagini del magazine dell'Isis, la rimozione della bandiera nera dalla collina di Kobane, per opera della resistenza curda.

La notizia proveniente dai social non è ancora stata confermata. Quello che è certo è che la resistenza curda sta combattendo strenuamente per difendere la cittadina siriana.

Continuano i raid Occidentali

La coalizione occidentale ha compiuto ventuno raid nelle ultime 48 ore contro i jihadisti. Secondo il comando militare statunitense i raid stanno rallentando l'offensiva dell'Isis, che tuttavia non sembrerebbe essere indebolito né sul fronte siriano, né su quello iracheno.

Anche la Turchia manda il suo messaggio e bombarda il Pkk

Dopo aver smentito di aprire le sue basi alla coalizione statunitense, Ankara rompe gli indugi e per la prima volta bombarda le milizie curde del Pkk (Partito dei lavoratori curdi) che assediavano da tre giorni una caserma delle forze di sicurezza turche nel villaggio di Daglica. L'attacco è avvenuto due giorni fa. I raid hanno provocato ingenti danni.

Nessun commento da parte dello Stato Maggiore turco. La Turchia ha quindi rotto la tregua con i curdo - turchi per il cessate il fuoco che durava dal 2013. E' evidente il messaggio di Ankara, accusata di non intervenire a sostegno della resistenza curda a Kobane. Con tale gesto ha voluto avvertire l'opinione pubblica internazionale e nazionale che la questione curda non è negoziabile, nemmeno nel caso in cui il Califfato dovesse conquistare Kobane cittadina siriana a pochi chilometri dal confine turco.

Lontano dai riflettori su Kobane

Continuano i combattimenti tra le forze lealiste di Damasco e l'Isis, nei dintorni di Dayr az Zor. Lo riferisce L'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus): anche a est di Damasco, ad Ayn Tarma, nella regione di Idlib e in quella di Hama e Homs sono in corso bombardamenti aerei da parte del regime di Assad.

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