I numeri del virus ebola fanno paura: di quasi ottomila persone che hanno contratto il virus, già la metà sono decedute in Africa. Mentre il numero di contagiati continua a crescere, allo stesso modo cresce anche l'ansia perché, come ha sostenuto Jim Yong King, il presidente della banca mondiale, nessuna autorità è stata attualmente capace di prendere un provvedimento che possa in qualche modo frenare l'epidemia. Tutto il mondo è a rischio: anche in Paesi dove il sistema sanitario è più che efficiente, non si è al sicuro.
I casi accertati e le segnalazioni italiane
Dopo i casi tristemente accertati in Spagna dell'infermiera Teresa Romero che continua a peggiorare, e in America, dove ricordiamo che il paziente zero Duncan è deceduto e per di più in Texas, un operatore sanitario ha contratto il virus mortale, ieri la paura si è sentita forte anche in Italia, dove un somalo che si trovava in questura ha iniziato a sanguinare dal naso, ma a quanto pare dalle prime indiscrezioni si tratterebbe, per fortuna, di un falso allarme, dopo quelli che l'estate scorsa si erano registrati anche a Lampedusa.
Questi casi erano stati smentiti anche dal ministro della salute Lorenzin; inoltre per cercare di evitare che il panico abbia la meglio in una situazione così delicata sono intervenuti esperti del settore che hanno cercato di placare l'ansia, definendo bassissima la possibilità di contagio in Italia.
Si attende attualmente un vaccino dalla Russia che possa contrastare l'avanzata di questa epidemia, definita una delle più cruente degli ultimi decenni e con una velocità di diffusione impressionante. Mentre in America si cerca di controllare con sempre maggiore accuratezza tutti coloro che arrivano dai Paesi africani più devastati in aeroporto, l'Italia, che non ha voli diretti da quei luoghi, sembrerebbe al riparo da contagi selvaggi.
In realtà non bastano le smentite a superare la paura, infatti è fresca la notizia per cui durante un processo a Milano un imputato di origini africane avrebbe avuto un'emorragia e per tale motivo il giudice ha disposto subito il ricovero in ospedale per accertamenti. In ogni caso, sperando in una smentita anche in questo caso, l'ebola non fa di certo meno paura perché non è ancora stata segnalata nel nostro Paese.
Manifestazione della malattia e contagio
Infatti, si moltiplicano le ricerche di informazioni circa le modalità con cui il virus si presenta e arrivano ogni giorno numerose chiamate anche da parte degli ospedali italiani su possibili casi di contagio, per i quali non si hanno indicazioni circa l'intervento da applicare.
Il virus mortale che si manifesta tra i 2 e 21 giorni dal contagio, porta alla morte in tempi strettissimi e con sintomi che purtroppo sono facilmente confondibili con altre malattie, per tale motivo gli esperti ricordano, per allentare la morsa della psicosi, che la trasmissione del virus ebola non avviene per via aerea, ma solo entrando a contatto con i fluidi dei malati. Oltre alla speranza che il vaccino tanto atteso arrivi, si confida nell'operato della sanità mondiale per debellare questo drammatico virus, a ben vedere temuto da tutto il mondo.