Si intensificano le indagini relative alla morte della 37enne piemontese Elena Ceste: gli inquirenti vagliano i tabulati telefonici per ricostruire fedelmente la sua rete di relazioni soffermandosi in modo particolare su quelle più recenti.



Sono ormai 5, forse sei gli uomini che avrebbero dialogato con Elena Ceste. Oggi si parla di un 60enne e di un amico di suo padre, mentre gli amici della signora sono ormai sul piede di guerra contro i massmedia che sono accusati di speculare troppo sui presunti amanti della moglie di Buoninconti, come se non fosse normale dialogare con tante persone tramite facebook (chi non lo fa?). Il punto è che, pur scivolando in una serie di contraddizioni il marito continua a dire di essere innocente e dunque la Procura di Asti deve battere tutte le strade.





Di questi uomini misteriosi circolano ormai i nomi: l'amico di vecchia data si chiama Paolo Lanzilli. Il vecchio compagno di studi si chiama Giandomenico. C'è anche un collega del marito col quale Elena Ceste si sentiva spesso al cellulare con un'opzione apposita molto economica (i due quindi si sentivano spesso). Infine conosciamo il nome dell'uomo di settimo torinese: Antonio. Damiano è invece il padre di un amichetto di uno dei quattro figli della coppia Ceste-Buoninconti.



La donna, descritta dal marito come molto depressa, come vediamo aveva invece  una normale vita di relazione dialogando con diverse persone, com'è del resto normale che avvenga per una persona che era molto impegnata dai quattro figli che aveva quindi anche bisogno di distrarsi un po' chiacchierando, virtualmente o telefonicamente, con altre persone che conosceva.

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Negli ultimi giorni la donna parlò diverse volte con Damiano e c'è chi dice che questa persona si sia recentemente allontanato da Costigliole d'Asti anche se ovviuamente questo non significa nulla.



Di maggior interesse il fatto che qualcuno riuscì ad accedere all'account facebook della donna scrivendo messaggi  di risposta al posto suo. Questa persona conosceva o aveva rubato la password dell'account e quindi potrebbe anche trattarsi di qualcuno in possesso di particolari conoscenze informatiche. Perché ha fatto questo? Risalire alla sua identità risulterebbe molto utile a fini investigativi.



Se fino ad oggi, 14 novembre 2014, i sospetti convergevano sul marito, ora il quadro investigativo sembra complicarsi non poco.