L'ennesimo caso di violenza sessuale in India ha indignato l'opinione pubblica quando mercoledì 27 novembre una ragazzina di appena 15 anni è morta dopo essere stata bruciata viva da un gruppo di uomini. La vita della giovane, che risiedeva nel villaggio di Shahjahanpur, un piccolo centro situato a 277 km dalla capitale, si è spenta in ospedale dopo alcuni giorni di tremenda agonia, a causa delle ferite riportate. Lo stupro, infatti, sarebbe accaduto durante la giornata del 16 novembre, quando la ragazzina era uscita per svolgere alcune commissioni. Il gruppo di uomini, composto da sei individui probabilmente appartenenti allo stesso villaggio, l'avrebbe immediatamente accerchiata per palpeggiarla e condurla in un angolo più appartato.

Qui si sarebbe consumata la tragedia: la giovane, che stava per essere violentata per la seconda volta dalle stesse persone, avrebbe cercato di resistere alla stupro combattendo i suoi aguzzini con ogni mezzo. Questo avrebbe infuriato i delinquenti che, presi da un impeto di rabbia e temendo una nuova denuncia, hanno cosparso la 15enne di cherosene e le hanno dato fuoco. 

Ad oggi, la polizia indiana ha arrestato quattro appartenenti alla banda criminale; due, però, sono ancora in fuga e si teme che possano passarla liscia. Le forze dell'ordine dirette dal supervisore locale Rk Saku, stanno cercando di alimentare le indagini per assicurare giustizia alla giovane vittima. Nonostante la ragazza conoscesse gli aggressori, e nonostante questi fossero già stati riportati all'attenzione dei poliziotti, il rischio che gli ultimi due uomini possano evadere la legge è alto.



Non sarebbe la prima volta, inoltre, che casi del genere vengono deliberatamente abbandonati, tralasciati o addirittura insabbiati dagli organi della sicurezza indiana. Soltanto poche settimane fa, ad esempio, le indagini di due cugine violentate e impiccate ad un albero si sono concluse con un verdetto che stabiliva il suicidio volontario e la totale assenza di stupro.

In India, comunque, è recentemente stata approvata una nuova legislazione che condanna con la pena di morte gli stupratori. La legge, tuttavia, non concerne i casi di violenza sessuale all'interno del matrimonio e non può essere applicata ai politici accusati di reati a sfondo sessuale.

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