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Forza Italia chiude i conti del 2014 in rosso. E' quanto traspare dall'ultimo taglio di Silvio Berlusconi a Forza Italia, il partito che lo ha portato in campo negli anni Novanta. Degli ottantasei dipendenti delle sedi di Roma, Arcore e Milano ne vengono liquidati ben cinquantacinque: un "licenziamento collettivo" come viene definita la procedura datata primo dicembre e pubblicata dal quotidiano La Repubblica, con la quale il partito del Cavaliere fa sapere al ministero del Lavoro, alla Regione Lazio, alla Regione Lombardia del grosso "taglio". A firmare il documento la tesoriera del partito, Mariarosaria Rossi.

La senatrice scrive dell'impossibilità "di sostenere finanziariamente l'attuale struttura del personale" a causa della "totale abolizione del diretto finanziamento pubblico ai partiti", della "forte limitazione della possibilità di raccolta dei contributi volontari ugualmente determinata dalla stessa legge che penalizza in modo rilevante l'attività di fund raising" nonchè della "mancanza di riscontri positivi all'introduzione della destinazione del 2 per mille dell'Irpef".



Il presentimento era già scattato pochi giorni fa quando una nota dell'agenzia AdnKronos comunicava che in casa Forza Italia non sarebbe stato fatto nemmeno l'albero di Natale, una vera e propria spending review per tentare di coprire il dissesto finanziario del partito e il salasso dell'affitto del quartier generale di FI a Roma. Berlusconi ha deciso di tagliare, e già ne manifestava l'intenzione da quest'estate, quando nei comizi si lamentava di non esser più "Paperon de' Berlusconi" ma di ritrovarsi con una fideiussione di 87 milioni di euro.



Ma non solo dipendenti via, anche zero cene, zero biglietti di auguri e soprattutto niente regali di natale ai colleghi, come il Cav amava fare negli anni scorsi, quando pure incitava gli italiani a spendere durante le feste natalizie. Dei 5 milioni e 700 mila euro sborsati fino all'anno scorso, precisa la senatrice Rossi, quest'anno FI potrà sostenerne solo 1 milione e 600 mila.