Saranno due Natali diversi quelli di Veronica Panarello e di Massimo Giuseppe Bossetti, anche se accomunati da un unico atroce dolore, quello di essere accusati di un delitto. Nel caso della venticinquenne di Santa Croce Camerino, il dolore è anche doppio visto che il piccolo Loris, suo figlio, non c'è più. Se nelle ore successive al suo arresto, la gogna mediatica si era accanita nei suoi confronti, ora sembra che si stia allargando il fronte di tutti coloro che la credono innocente. Ieri vi abbiamo parlato del clamoroso dietrofront della sorella di Veronica, Antonella Panarello, che, dopo aver dichiarato di ritenerla responsabile dell'uccisione del nipote, ha chiesto perdono per ciò che ha detto.

Caso Loris Stival, Veronica Panarello è innocente? Si allarga il 'fronte' dei suoi difensori

Come detto, dopo l'accanimento dei primi giorni seguenti all'arresto della madre di Loris, sembra che 'il vento stia cambiando': a riprova di ciò e a sostegno della presunta non colpevolezza di Veronica Panarello, è persino nato un gruppo su Facebook chiamatosi 'Veronica Panarello è innocente' che, al momento della stesura dell'articolo, ha già raccolto 483 'Mi piace'.

All'interno del gruppo, vengono raccolte testimonianze, pareri e commenti di chi pensa che la donna possa essere ritenuta innocente. In più, secondo gli ultimi esami, sotto le unghie del piccolo Loris, sarebbe stato trovato del dna che non sarebbe compatibile con quello della madre, Veronica Panarello. Un altro elemento che possa far credere alla sua innocenza?

Caso Yara Gambirasio, Massimo Giuseppe Bossetti ha visto i figli per la seconda volta dall'arresto

Ben diversa è la situazione di Massimo Giuseppe Bossetti, in carcere dallo scorso 16 giugno, in quanto ritenuto l'assassino della povera Yara Gambirasio. L'uomo, oggi, ha ricevuto in carcere la visita della moglie, Marita Comi, accompagnata dai tre figli: è la seconda volta a cui viene concesso all'uomo di poter vedere i figli, da quel giorno (sono trascorsi oltre sei mesi) in cui fu portato in carcere dietro quell'infamante accusa.

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Da allora, nonostante sia stato trovato il suo DNA sul corpo della ragazza e nonostante il suo furgone sia stato ripreso da alcune telecamere di sorveglianza nella zona della palestra di Brembate, le prove non sono sufficienti a dimostrare che Massimo Giuseppe Bossetti sia il principale responsabile della morte di Yara Gambirasio.