L'Oms, Organizzazione mondiale della sanità, ha diffuso, mercoledì 10 dicembre scorso, i dati relativi all'epidemia di quello che si sta rivelando uno dei più mortali virus conosciuti, il famigerato ebola, sia a livello del continente africano che per quanto riguarda gli altri paesi. La febbre emorragica ha causato ben 6388 morti su un totale di 17.942 casi accertati di contagio, quindi con un'incidenza altissima di decessi. I dati forniti dall'Oms prendono in considerazione otto paesi africani, specificando poi, riguardo alle tre nazioni maggiormente coinvolte, che il contagio sta aumentando leggermente in Guinea, è stabile in Sierra Leone (lo stato più colpito con 7.897 casi) mentre è in decremento in Liberia.

Quindici sono stati, fino ad ora, invece i casi di morte per il terribile virus al di fuori dei questi tre stati: sei in Mali, uno negli Stati Uniti e otto in Nigeria, che è stata comunque dichiarata ebola-free nell'ottobre scorso.

Tra i soggetti contagiati, le ultime notizie riguardo al medico italiano di Emergency, tuttora ricoverato all'ospedale Spallanzani di Roma, sono confortanti, essendosi riscontrati leggeri miglioramenti del quadro clinico e "avendo superato - secondo quello che ha dichiarato Cecilia Strada, presidente dell'ente umanitario - la fase più critica della malattia". Mentre, a livello mondiale, la "battaglia sanitaria" prosegue senza soste - l'obiettivo a breve dell'Organizzazione mondiale della sanità sarà quello di isolare la totalità dei casi e di dare una sepoltura in piena sicurezza a tutti coloro che sono morti a causa del virus - la prestigiosa rivista americana Time dedica particolare risalto a coloro che si stanno impegnando in questa lotta.

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Sono infatti proprio gli "ebola fighters", gli operatori sanitari in prima linea, a essere stati dichiarati "personaggi dell'anno 2014" in considerazione degli altissimi rischi (come dimostra il caso del medico italiano) cui possono andare incontro nella loro generosa disponibilità all'aiuto delle popolazioni colpite.