Non si tratta dei "soliti" arresti per attività mafiose, il caso emerso ieri in tutta la sua vastità e gravità sulla "mafia capitale" investe ormai l'intero sistema paese, al punto da chiedersi se commissariare la capitale. Il tombino scoperchiato ieri dagli inquirenti è una voragine di attività ed illeciti ramificati che spaziavano anche nell'ambito della gestione delle emergenze sociali, dalla gestione dei campi nomadi ai rifugi di prima accoglienza. "Lo sai quanto ci guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno" dice Salvatore Buzzi in un colloquio telefonico intercettata dai Ros.

Salvatore Buzzi dicono che sia uomo della sinistra, incarcerato negli anni 70-80 per omicidio.

Fin da quando era detenuto ebbe un'intuizione su come far soldi con le cooperative di ex detenuti, sulle quali fondò il suo impero, in contiguità con Carminati. In seguito intuì che si poteva lucrare anche gestendo lo smaltimento dei rifiuti, la manutenzione delle aree verdi e la gestione dell'emergenza immigrati, come si evince dall'ordinanza di custodia cautelare, firmata dal Gip Flavia Costantini. Buzzi individua in Luca Odevaine un uomo potente "un signore che attraversa, in senso verticale e orizzontale, tutte le amministrazioni pubbliche più significative nel settore dell'emergenza immigrati", come si legge sempre nell'ordinanza del Gip e, corrompendolo con un mensile da 5.000 Euro, ne sfrutta il potere.

Esiste una tabella compilata dal Ministero degli Interni che indica quanti posti destinare ai rifugiati richiedenti asilo: la tabella utilizza parametri demografici; a seconda del numero di abitanti in un luogo vi è a disposizione una percentuale per l'accoglienza dei rifugiati.

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A Roma ne erano previsti 250, per esempio. Luca Odevaine, a quanto risulta, ex capo della polizia provinciale e membro del coordinamento nazionale sull' accoglienza per i richiedenti asilo, in una intercettazione ha dichiarato di aver fatto in modo di portare quel numero a 2500, per lucrare su di un costo complessivo di oltre 45 milioni di Euro per assistenza e alloggi nel periodo luglio- dicembre 2014.

Questo fiume di soldi ottenuti senza gare si è riversato nelle casse delle cooperative assegnatarie di questi servizi, nella forma di 35 Euro al giorno previsti per i rifugiati adulti 50 per i minorenni, somme che ai tempi dell'emergenza della primavera araba furono maggiori. Pur sapendo che il consorzio Eriches, costola della cooperativa "29 giugno" gestita da Salvatore Buzzi è stato il destinatario della gran parte di questi fondi, il 36,1%, attualmente risulta molto difficile capire a chi e quanti soldi siano stati elargiti durante le emergenze immigratorie. Le impressionanti connessioni e ramificazioni di questa vicenda, il numero di amministratori e personaggi illustri coinvolti sta facendo tremare in queste ore l'intera capitale ed il fatto che vi siano forze impegnate a contrastare un giro così esteso ci da speranza che vi sia davvero una volontà di cambiare le cose.