Il piccolo Loris Stival, 8 anni di Santa Croce Camerina, è stato ucciso il giorno della scomparsa, probabilmente in casa. Ad ucciderlo, secondo l'accusa, è stata la mamma Veronica Panarello, di anni 25, e non si esclude la presenza di un complice che ha partecipato all'omicidio o solamente ha coperto e depistato dalla verità.

Queste sono le ultime conclusioni degli investigatori, dopo giorni di analisi ed ipotesi sulle versioni di mamma Veronica e sui filmati delle varie telecamere installate nella zona interessata, e cioè quella che comprende l'abitazione della famiglia Stival, la scuola frequentata dal piccolo Loris e contrada Vecchio Mulino, dove è stato trovato due giorni dopo la scomparsa il corpo senza vita del bambino.

Il giorno della scomparsa

Veronica Panarello aveva da subito dichiarato di essersi accorta della scomparsa del piccolo, solo dopo che si è recata a scuola per riprenderlo: la mattina infatti, secondo la sua prima versione, aveva lasciato il bimbo nelle vicinanze dell'istituto. Distanze che poi si accorciavano e si allungavano nelle altre versioni fornite dalla mamma successivamente. Il bambino però non è mai entrato a scuola. Il padre di Loris, di professione autotrasportatore, verrà a sapere dell'accaduto attraverso la radio: al momento dei fatti era fuori Sicilia per lavoro.

Il giorno del ritrovamento

A scoprire il cadavere un cacciatore, Orazio Fidone, che nei giorni successivi sarà indagato per sequestro di persona e omicidio: un passaggio che gli inquirenti devono fare obbligatoriamente per portarsi avanti con le indagini. "Lo rifarei" afferma ai cronisti il cacciatore siciliano, dicendosi anche sereno e contento di aver aiutato così le forze dell'ordine.

I risultati dell'autopsia

Secondo i risultati dell'autopsia, il piccolo Loris è stato ucciso.

Vengono così confermate le ipotesi degli investigatori. Ma sono ancora lontani dalla verità, pensano infatti che il bambino, il giorno della scomparsa sia stato avvicinato da un conoscente che poi si sarebbe con lui allontanato in auto.

Le prove delle immagini video

Veronica dice di aver accompagnato il figlio vicino alla scuola, ma dalle immagini video delle telecamere di sorveglianza della zona, si vede la donna col figlio più piccolo che viene accompagnato a scuola.

Di Loris nessuna traccia.

Ed infatti altri chiarimenti vengono dalle immagini passate al setaccio: si vede la mamma fuori casa con i due bambini verso le 8.15, si avvicina all'auto e solo il più piccolo sale in macchina. Loris, dopo una breve discussione con la mamma, torna verso casa.

Veronica ritorna a casa alle 8.49 e ci rimane fino alle 9.25: con lei c'è anche il bambino. Dopo una mezz'ora abbondante, la mamma esce per recarsi al corso di cucina al castello di Donnafugata: si scuserà per il ritardo giustificandosi con un imprevisto. Questa testimonianza è data da una delle partecipanti al corso che rimane anonima.

Il giorno del ritrovamento di Loris, qualche ora prima della scoperta, Veronica farà un tragitto d'auto che la porterà vicino al luogo del ritrovamento: scompare dal raggio delle telecamere per nove minuti: il tempo necessario di abbandonare il cadavere del figlio, secondo l'accusa.

L'intimo, le fascette di plastica e il telefonino segreto

Tre oggetti sono adesso in possesso degli inquirenti che sperano di concludere grazie a questi le indagini: le mutandine del piccolo che la mamma dice di non riconoscere, trovate lontane dal posto in cui è stato scoperto il cadavere di Loris; le fascette date alle maestre che, a dire della mamma, servivano per un esperimento a scuola, ma che le insegnanti negano di aver richiesto; un telefonino segreto in possesso della mamma che negava di avere e di proprietà di una amica.

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