Non sembra ancora chiuso il caso di Yara Gambirasio, la giovane di 13 anni scomparsa e uccisa il 26 novembre del 2010 a Brembate Sopra. Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore di Mapello accusato di essere il killer della 13enne e in carcere da giugno, potrebbe vedere la sua posizione compromessa, dopo alcuni rumors che cercano, attualmente, conferme o smentite. Nei giorni scorsi, si era appresa la notizia che gli inquirenti avevano ribadito, in base alle analisi delle telecamere di sorveglianza davanti al centro sportivo, che Bossetti sostò almeno per un'ora davanti la palestra in cui Yara si stava allenando.

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Novità Yara Gambirasio: il mistero della foto sul cellulare 

Il furgone del muratore fu ripreso fino alle 18.45 circa proprio in quella zona, che coincise in seguito con la sparizione della ragazzina.

Ora, è il Settimanale Giallo a porre un nuovo quesito, o meglio un possibile rumors che riguarda una foto che Massimo Giuseppe Bossetti avrebbe avuto nel cellulare e che lo ritraeva con Yara. Attualmente di questa foto non c'è traccia, ma alcune parole riferite dall'Avvocato Claudio Salvagni, in merito a delle possibili bugie del suo assistito, lascerebbero intendere che Massimo Bossetti potrebbe non aver detto tutta la verità. Di recente il 43enne era stato difeso anche dall'Avvocato Silvia Gazzetti che a causa di alcune incomprensioni con il collega aveva deciso di lasciare l'incarico.

Ad assistere il Bossetti, per adesso, è solo Salvagni che al Corriere della Sera ha rilasciato un'intervista in cui fa capire che nonostante pensi ancora che l'uomo sia innocente, sarebbe pronto a rinunciare al suo incarico se emergessero novità o nuovi dettagli contraddittori nei confronti del suo assistito.

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In un'altra intervista rilasciata a Tgcom24, sempre Salvagni ha descritto lo stato attuale di Massimo Giuseppe Bossetti, che passerà da solo il Natale in carcere lontano dalla famiglia e dai figli. Il muratore non è più in isolamento, ma le sue condizioni psicologiche non sono ottimali. Le uniche certezze sono quelle del DNA e in ultimo l'indizio del furgone. Si attendono comunque riscontri sulla notizia inerente la foto nel cellulare dell'uomo, circostanza che appare remota, ma non del tutto da scartare.