Al 25 gennaio 2015 è già trascorso un anno dalla sparizione misteriosa della 37enne Elena Ceste, la madre di famiglia poi trovata morta in un canale sul Rio Mersa a circa 2 km dall'abitazione di famiglia. Il ritrovamento fu del tutto casuale, durante alcuni lavori di messa in sicurezza dell'area da parte di un privato.

Gli inquirenti si sono prodigati per risolvere il rebus e la loro attenzione si è più volte soffermata sul marito Michele Buoninconti ma al 25 gennaio 2015 quello che manca è sempre la prova regina, quella che attribuisce la responsabilità, come ad esempio l'arma del delitto, che quasi sicuramente non sarà trovata visto che Elena Ceste è morta molto probabilmente per strangolamento o almeno questo è quello che lascia supporre l'esame autoptico, che peraltro non ha evidenziato sostanze particolari assunte dalla donna nelle ore precdenti la sua morte, come stupefacenti o farmaci.

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Perché era senza i vestiti?

Sappiamo che la donna è stata trovata nuda e senza gli occhiali a vista, ma è davvero credibile che una donna esca di casa in un mattino d'inverno in queste condizioni estreme senza essere notata da nessuno? C'è un'ipotesi: la donna potrebbe essere fuggita in precarie condizioni perché vittima di un'aggressione in casa mentre il marito era andato ad accompagnare i loro figli a scuola.

Perché altrimenti uscire senza occhiali da vista (gli abiti potrebbero esserle stati tolti successivamente)?



A ricordare la figura di Elena Ceste ci ha pensato Don Roberto, che la conosceva molto bene in quanto la donna era solita frequentare la sua parrocchia e aveva un dialogo costante con lui per trovare conforto nei momenti più duri dell'esistenza. Inizialmente Michele Buoninconti sembrò voler indirizzare gli investigatori verso la figura di Don Roberto Zappino ma sono molte le iniziative tutte da decifrare di Buoninconti stesso che, successivamente alla scomparsa della moglie, ha inevitabilmente attraversato un periodo di notevole confusione. L'uomo afferma oggi di soffrire molto per la mancanza della moglie e ora si trova di fronte al problema di crescere i loro figli senza l'apporto psicologicamente prezioso della sua consorte.

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La famiglia Ceste sperava di celebrare proprio i funerali proprio a un anno dalla scomparsa ma manca ancora l'autorizzazione della Procura di Asti che sta aspettando la relazione finale dei periti.



Il marito è ad oggi, 25 gennaio 2015, l'unico indagato, ma continua a dichiararsi totalmente ai fatti contestati.